Roma, 2 aprile 2026 – Nel corso della celebrazione della Messa in Coena Domini, il Papa Leone XIV ha offerto una riflessione profonda sul significato del gesto di Gesù nella Lavanda dei Piedi, sottolineando come esso rappresenti una chiamata radicale a ripensare la nostra immagine di Dio e dell’uomo.
Il gesto della Lavanda dei Piedi e le parole di Papa Leone
Il Pontefice ha ricordato che Gesù, nel momento più oscuro della sua passione, non si presenta come un uomo che cerca consenso o ammirazione, ma come colui che ama e perdona non perché siamo buoni e puri, ma proprio per la nostra fragilità. Il rito della Lavanda dei Piedi, compiuto da Leone XIV su dodici sacerdoti, è molto più che un semplice esempio morale: è la consegna di una forma di vita, quella del servo. Lavare i piedi significa accogliere la condizione dell’umiltà, scardinando i criteri mondani che spesso contaminano la coscienza umana.
Il Papa ha ammonito che spesso siamo tentati di cercare un Dio che ci serva, che ci renda potenti come il denaro o il potere, ma la vera onnipotenza di Dio si manifesta nel gesto gratuito e umile di lavare i piedi ai nostri fratelli e sorelle. Questa è la volontà divina: dedicare la propria vita a chi senza questo dono non può esistere.
Una bestemmia quando l’uomo vuole vincere uccidendo
Leone XIV ha denunciato come la vera bestemmia sia rappresentata dal desiderio umano di vincere attraverso la violenza e la sopraffazione. La convinzione di essere potenti solo quando si domina e si uccide chi è nostro pari è un’immagine falsa e corrotta dell’uomo. Il Papa ha invitato tutti a inginocchiarsi come fratelli e sorelle degli oppressi, in un gesto di dedizione, servizio e amore.
In un tempo segnato da tante brutalità, il richiamo alla misericordia e alla purificazione dell’immagine divina e umana diventa un monito urgente per tutti, affinché la vera grandezza non sia nel potere temuto, ma nel servizio umile e autentico.





