Verona, 13 aprile 2026 – Alla vigilia delle elezioni in Ungheria e in un contesto politico europeo contraddistinto dalla sconfitta del premier uscente Viktor Orbán, il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha commentato con fermezza la situazione, sottolineando come tale esito non comporti cambiamenti nelle relazioni con il Paese magiaro. Le reazioni politiche internazionali, dal sostegno di François Hollande ai commenti di Friedrich Merz, mostrano un panorama variegato e complesso.
Urso: “Con la sconfitta di Orbán per noi non cambia nulla”
Intervenendo a Vinitaly, Adolfo Urso ha evidenziato che la sfida elettorale in Ungheria ha visto confrontarsi due visioni diverse del centrodestra, incarnate dal premier uscente Viktor Orbán e dal suo sfidante Peter Magyar, entrambi provenienti dalla stessa storia politica e dallo stesso partito. “Ha prevalso la novità e questo ovviamente per noi non cambia assolutamente nulla”, ha dichiarato il ministro, rimarcando il rispetto per la sovranità nazionale e le scelte dei cittadini ungheresi.
Un punto centrale del suo intervento è stata la sottolineatura del comportamento democratico di Orbán: “Il premier Orbán non solo ha accettato pienamente e doverosamente il risultato degli elettori, ma ha anche aggiunto che servirà il suo paese dall’opposizione”. Urso ha definito questo momento come una certificazione della grande democrazia europea dell’Ungheria, respingendo con fermezza ogni accusa di regime.
Le reazioni internazionali alla sconfitta di Orbán
La sconfitta di Orbán è stata interpretata da diverse figure politiche europee come un segnale importante nella lotta contro il populismo. L’ex presidente francese e deputato socialista François Hollande ha definito la sconfitta di Orbán un punto di flessione nella crescita del populismo, sottolineando che si tratta di un segnale incoraggiante che i popoli europei possano rifiutare gli oltraggi allo Stato di diritto e ai principi costituzionali europei. Hollande ha inoltre evidenziato che questa sconfitta rappresenta una “brutta notizia per Putin e Trump, di cui Orban è stato il cavallo di Troia in Europa”.
Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha commentato la vittoria di Peter Magyar, definendo la giornata come “buona” per i sostenitori di un’Europa libera dal populismo di destra. Secondo Merz, la sconfitta di Orbán dopo 16 anni consecutivi al potere rappresenta “un segnale molto chiaro contro il populismo di destra in tutto il mondo”.
Nel panorama internazionale anche Marine Le Pen, capogruppo del Rassemblement National, ha espresso parole di rispetto per Orbán, elogiando la sua “grande eleganza” nel riconoscere l’alternanza democratica. Le Pen ha inoltre sottolineato come Orbán abbia difeso per 16 anni con coraggio la libertà e la sovranità dell’Ungheria, evidenziando un pericolo rappresentato dalle ingerenze della Commissione europea.
Le reazioni dal centrodestra italiano
Anche in Italia le reazioni all’esito elettorale ungherese sono state molteplici. Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha rivolto i suoi auguri ai vincitori, riconoscendo a Orbán il merito di aver fatto molto per il suo popolo, anche a costo di rischiare la vita. Salvini ha tuttavia sottolineato che le difficoltà internazionali, come il blocco dei fondi da parte di Bruxelles e la sua ferma politica anti-immigrazione, hanno inciso sull’esito elettorale.
La sconfitta di Orbán è dunque vista anche in Italia come una pagina importante, ma non tale da modificare i rapporti o le strategie politiche con l’Ungheria, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione nel centrodestra europeo.
Per approfondire: Ungheria, Magyar stravince contro Orbàn: il suo messaggio a Ue e Nato






