Bruxelles, 14 marzo 2026 – Il primo ministro ungherese Viktor Orban è tornato a criticare duramente le politiche energetiche dell’Unione Europea, sottolineando come l’Europa non possa superare la crisi energetica senza il petrolio russo. In un video diffuso sui social, Orban ha denunciato il blocco petrolifero ucraino che dura ormai da diciannove giorni, evidenziando come gli esperti ungheresi non abbiano ancora accesso all’oleodotto Druzbha.
Orban: Bruxelles ignora la realtà energetica
Il leader ungherese ha affermato che Bruxelles continua a rifiutarsi di affrontare la realtà della dipendenza europea dal petrolio russo a basso costo, nonostante le sanzioni restino in vigore. Orban ha ribadito che senza questa risorsa energetica, il superamento della crisi risulta impossibile per l’UE. Nel video, ha anche lanciato un duro attacco contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di ricattare l’Europa e dichiarando: “Zelensky non darà ordini qui”.
In vista delle manifestazioni per la pace previste per domani, Orban ha invitato a respingere quella che definisce una forma di ricatto da parte di Kiev, rilanciando il suo messaggio di sovranità nazionale e autonomia nelle decisioni europee.
Contesto geopolitico e tensioni sull’Ucraina
Il quadro geopolitico rimane teso, con colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia previsti a Miami nel prossimo fine settimana, secondo fonti riportate da “Politico”. Nel frattempo, il conflitto in Ucraina continua con una forte mobilitazione militare da parte russa, stimata in circa 710.000 soldati, mentre l’Ucraina ha riconquistato alcune aree strategiche vicino a Pokrovsk.
Il presidente ucraino Zelensky ha recentemente sottolineato l’importanza di garanzie di sicurezza solide, auspicando un contingente di pace europeo di almeno duecentomila uomini per monitorare e stabilizzare la situazione sul terreno. Tuttavia, la questione energetica resta centrale nell’agenda europea, con il blocco dell’oleodotto Druzbha e le tensioni sulle sanzioni che continuano a influenzare i rapporti tra Bruxelles, Budapest e Kiev.






