Ginevra, 3 febbraio 2026 – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un appello urgente per raccogliere un fondo da 1 miliardo di dollari destinato a fronteggiare le peggiori crisi sanitarie previste nel 2026. L’iniziativa mira a sostenere i servizi essenziali di assistenza sanitaria in 36 emergenze critiche in tutto il mondo, coinvolgendo aree come Gaza e Medio Oriente, Sudan, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Myanmar.
Emergenze sanitarie globali: un quadro allarmante
Secondo il dottor Chikwe Ihekweazu, Direttore esecutivo del Programma per le Emergenze sanitarie dell’OMS, un quarto di miliardo di persone vive attualmente in contesti di crisi umanitarie che limitano l’accesso alle protezioni fondamentali, tra cui sicurezza, riparo e assistenza sanitaria. L’OMS sottolinea che nel 2025 la situazione è stata particolarmente critica: i tagli ai finanziamenti globali hanno determinato la chiusura o la riduzione dei servizi in 6.700 strutture sanitarie distribuite in 22 contesti umanitari, escludendo dall’assistenza sanitaria ben 53 milioni di persone.
Nonostante le difficoltà, l’agenzia ha continuato a operare, attivandosi in 50 emergenze sanitarie in 82 paesi e raggiungendo oltre 30 milioni di persone con servizi essenziali. L’appello di quest’anno intende quindi mobilitare risorse per garantire una risposta sanitaria efficace nelle aree più vulnerabili.
Il ruolo strategico di Chikwe Ihekweazu e le sfide dell’OMS
Chikwe Ihekweazu, epidemiologo nigeriano con una lunga esperienza internazionale, è alla guida del programma per le emergenze sanitarie dell’OMS dal novembre 2021. In passato ha diretto il Nigeria Centre for Disease Control ed è riconosciuto per il suo contributo nella gestione delle crisi sanitarie e nella sorveglianza epidemica.
L’OMS, istituita nel 1948 e con sede a Ginevra, continua a rappresentare un punto di riferimento mondiale nella tutela della salute pubblica, promuovendo la cooperazione internazionale e la gestione coordinata delle emergenze sanitarie. L’appello al finanziamento da un miliardo di dollari testimonia l’urgenza di rafforzare i sistemi sanitari nei contesti più fragili per prevenire ulteriori perdite di vite umane.
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