Parigi, 26 marzo 2026 – Le ultime Prospettive economiche intermedie pubblicate dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) mettono in evidenza i rischi per l’economia globale legati al protrarsi del conflitto in Medio Oriente. Le tensioni non solo potrebbero frenare la crescita mondiale, ma anche alimentare un aumento dell’inflazione, con effetti significativi sui mercati energetici e sui consumi.
Impatto globale della guerra in Medio Oriente: i timori dell’Ocse
Secondo il rapporto presentato oggi a Parigi, se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare, le ripercussioni si rifletterebbero negativamente sull’economia globale. L’OCSE sottolinea che ogni intervento pubblico volto a mitigare l’aumento dei prezzi energetici deve essere mirato ai soggetti più vulnerabili, per evitare distorsioni e inefficienze. L’organizzazione raccomanda inoltre agli Stati membri di mantenere gli incentivi per la riduzione del consumo energetico e di potenziare le politiche volte a migliorare l’efficienza energetica a livello nazionale. Questi passaggi sono considerati fondamentali per diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e per ridurre l’esposizione a future tensioni geopolitiche.
Italia: revisione al ribasso delle previsioni di crescita e aumento dell’inflazione
L’OCSE ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Italia, prevedendo un’espansione del Pil dello 0,4% nel 2026, con un taglio di 0,2 punti percentuali rispetto alle precedenti previsioni pubblicate a dicembre 2025. Per il 2027, la crescita attesa è dello 0,6%, anch’essa ridotta di 0,1 punti. Parallelamente si registra un aumento dell’inflazione, che dovrebbe passare dall’1,6% nel 2025 al 2,4% nel 2026, con una revisione al rialzo di 0,7 punti rispetto alle stime precedenti. Questi dati sottolineano le difficoltà che l’Italia dovrà affrontare nel prossimo biennio, in un contesto internazionale sempre più incerto e segnato da dinamiche energetiche complesse.
L’OCSE, con sede a Parigi, rappresenta un punto di riferimento per la cooperazione economica internazionale tra i 38 Paesi membri, promuovendo politiche volte a migliorare la qualità della vita attraverso la crescita sostenibile e la stabilità economica.






