New York, 8 marzo 2026 – Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha avviato una procedura accelerata per la vendita di 20.000 bombe a Israele, aggirando il Congresso. La decisione è stata comunicata ufficialmente, con il segretario di Stato Marco Rubio che ha dichiarato come urgente questa operazione a causa della situazione di emergenza causata dal conflitto in Iran. La cifra complessiva dell’accordo ammonta a circa 660 milioni di dollari. Lo ha rivelato il New York Times, citando fonti interne al governo.
La dichiarazione di emergenza e il ricorso all’Arm Export Control Act
Per la prima volta nella seconda amministrazione Trump, è stata formalmente invocata una clausola di emergenza prevista dall’Arms Export Control Act, che consente al Dipartimento di Stato di procedere alla vendita di armamenti senza il preventivo via libera del Congresso. Questa misura straordinaria giustifica la cessione immediata di materiali bellici a Israele, paese alleato strategico degli Stati Uniti, in un contesto di crescente tensione regionale dovuta alla guerra in Iran.
Il contesto geopolitico e il ruolo di Israele
Israele ha iniziato, insieme agli Stati Uniti, una guerra su vasta scala contro l’Iran. Il fine ultimo è quello di smantellare il governo degli ayatollah in Iran, per arrivare ad un regime change nella Repubblica Sciita. Senza il sostegno statunitense però, Tel Aviv non potrebbe compiere l’offensiva militare, da qui la vendita di bombe attraverso lo stato d’emergenza. Gli Usa forniscono da anni armi allo Stato ebraico, in una partnership consolidata. Questa vendita di armi rappresenta un capitolo significativo nelle relazioni bilaterali tra Washington e Gerusalemme, e sottolinea la determinazione dell’amministrazione Trump a sostenere Israele attraverso mezzi concreti, anche ricorrendo a strumenti legislativi straordinari.
La guerra tra Israele, Usa e Iran sembra dover continuare per diverso tempo, come affermato anche dai protagonisti: sia Trump che Teheran hanno dichiarato di essere pronti a combattere per diversi mesi, se necessario.






