Washington, 13 febbraio 2026 – Gli USA hanno condotto un nuovo raid militare nei Caraibi contro un’imbarcazione sospettata di essere coinvolta nel narcotraffico, durante il quale sono morte tre persone. L’azione è stata comunicata dal Comando militare statunitense per l’America Latina e i Caraibi, che tuttavia non ha fornito dettagli precisi sulla localizzazione dell’attacco.
USA, intensificazione dei raid contro il narcotraffico nei Caraibi
Con questo recente intervento, sale ad almeno 133 il numero delle persone uccise in operazioni analoghe da settembre 2025 ad oggi. I raid, condotti principalmente dalla Marina e dall’Aeronautica USA, si inseriscono in una campagna militare volta a neutralizzare le cosiddette “barche narcos” sospettate di trasportare sostanze illegali attraverso i Caraibi e il Pacifico orientale.
Secondo quanto riferito da fonti di intelligence e media statunitensi, gli obiettivi dei raid sono spesso collegati a organizzazioni criminali come il Tren de Aragua venezuelano e l’ELN colombiano, indicati come gruppi di narcoterroristi. Tuttavia, il Pentagono non ha mai reso pubbliche prove concrete che confermino l’effettivo legame tra le imbarcazioni colpite e le reti del narcotraffico.
Questioni legali e geopolitiche legate agli attacchi
Il Comando Sud degli Stati Uniti giustifica gli attacchi sulla base del Maritime Drug Law Enforcement Act (MDLEA), una normativa che estende la giurisdizione americana in alto mare contro il traffico di droga. Nonostante ciò, l’uso della forza letale a distanza solleva numerosi interrogativi sul piano del diritto internazionale, in particolare riguardo al rispetto dell’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite e alle norme sulla legittima difesa. Critiche sono state avanzate da esperti ONU e organizzazioni per i diritti umani, che hanno definito tali raid come possibili “esecuzioni extragiudiziali”..
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: la Colombia, tradizionale alleata americana nella lotta ai cartelli del narcotraffico, ha chiesto di sospendere gli strike definendoli “omicidi”, mentre altri Paesi latinoamericani e la Cina hanno espresso preoccupazioni per la libertà di navigazione e il rispetto del diritto internazionale. Intanto, gli USA stanno rafforzando la loro presenza militare nella regione mantenendo alta la tensione geopolitica.






