Nuovi attacchi russi su Kiev e Leopoli con il supermissile: morti e blackout in molte zone dell’Ucraina
Attacchi con droni e missili scuotono Kiev, mentre la diplomazia internazionale cerca soluzioni tra accuse incrociate, blackout e tensioni sulle regioni contese
Kiev, 10 gennaio 2026 – Una notte di tensione estrema ha segnato la capitale ucraina, Kiev, con l’incessante volo di droni e missili che hanno messo a dura prova la resistenza della popolazione. L’allarme lanciato da Volodymyr Zelensky, presidente ucraino in carica dal 2019, ha descritto un quadro di paura e stress senza precedenti, a fronte di attacchi su vasta scala che hanno causato blackout diffusi e un costante flusso di notizie provenienti dalle app dedicate agli allarmi militari.
La resilienza di Kiev sotto attacco
È stata “una notte orribile“, segnata da stress e paura, con un numero impressionante di droni che sorvolavano i condomini di Kiev. Il fischio dei missili in arrivo, poi il boato delle esplosioni. Subito dopo, il blackout di interi quartieri, l’angoscia degli allarmi continui, le app che segnalavano altri missili e droni in arrivo, in ondate mai viste prima.
L’allerta lanciata giovedì sera dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguita a breve distanza da quella dell’Ambasciata americana a Kiev su un “potenziale attacco aereo significativo“, si è rivelata fondata. La rappresaglia russa per il presunto attacco ucraino alla dacia di Vladimir Putin a Valdai si è manifestata con una forza potente e simbolica: 242 droni e 36 missili.
A pagare il prezzo più alto sono stati i civili, con quattro morti e un messaggio drammatico diffuso dalle autorità cittadine. “Faccio appello ai residenti che ne hanno la possibilità – ha dichiarato il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko – a lasciare temporaneamente la città e raggiungere luoghi dove siano disponibili fonti alternative di energia e riscaldamento“.
Volodymyr Zelensky annuncia colloqui con i partner europei | ANSA – alanews
Le tensioni diplomatiche e le accuse reciproche
Il recente episodio dell’attacco con 91 droni contro la residenza di Putin a Novgorod, che Mosca ha definito un “attacco terroristico”, ha ulteriormente complicato i rapporti tra Russia e Ucraina. Zelensky ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento, definendo le accuse “menzogne” create per giustificare un irrigidimento della posizione russa nei negoziati. A seguito di questo episodio, il Cremlino ha annunciato una revisione della propria strategia negoziale e la pianificazione di una rappresaglia.
La telefonata tra Vladimir Putin e il presidente USA Donald Trump, durante la quale il leader russo ha informato il tycoon della situazione, ha suscitato reazioni contrastanti. Trump ha dichiarato di essere rimasto “scioccato e indignato” dagli eventi, sottolineando come non fosse il momento giusto per ulteriori escalation. Tuttavia, Mosca sembra determinata a far pesare la propria posizione anche sul piano diplomatico, chiedendo un cambio di approccio da parte degli Stati Uniti.
La residenza di Putin sotto attacco ucraino | ANSA
Il contesto dell’attacco
Sotto una violenta bufera, gli ucraini si trovano ad affrontare un nuovo e più alto gradino dell’escalation del conflitto. L’attacco su Kiev ha colpito soprattutto le centrali: quasi mezzo milione di utenze è rimasto senza elettricità e molte stazioni di pompaggio dell’acqua calda del sistema di riscaldamento sono fuori uso. I danni sono ingenti, le riparazioni sono iniziate ma richiederanno tempo, e resistere al gelo si annuncia estremamente difficile.
Con questo raid il Cremlino manda un messaggio diretto agli abitanti della capitale, che avevano già pagato un prezzo pesante, seppur inferiore a quello imposto alle grandi città dell’est come Dnipro, Zaporizhzhya o Kharkiv. Nell’estremo ovest del Paese, invece, l’avvertimento è rivolto all’Occidente. I fasci di luce che si abbattono al suolo nei video girati a poche decine di chilometri da Leopoli segnano l’impiego di un Oreshnik, un missile gigante a medio raggio, in grado di trasportare testate nucleari e considerato impossibile da intercettare. Anche privo di cariche esplosive, come avvenuto ieri, resta un’arma micidiale: un guscio vuoto lanciato a 13mila chilometri orari contro quella che i servizi segreti ucraini della Sbu definiscono “un’infrastruttura critica“.
Kiev e Leopoli, la natura degli obiettivi colpiti
La natura esatta dell’obiettivo colpito su Kiev non viene resa pubblica per ragioni di sicurezza, quando non si tratta di persone o edifici civili. In rete ha però circolato subito, senza conferme ufficiali, l’ipotesi che si trattasse del giacimento e deposito di gas di Stryi, il più grande dell’Ucraina e uno dei principali in Europa. “Attaccando obiettivi civili vicino al confine del nostro Paese con l’Ue, il Cremlino ha tentato di distruggere infrastrutture vitali mentre le condizioni meteo peggioravano rapidamente“, afferma la Sbu, mostrando i resti del missile recuperati.
Un bagliore violaceo ha illuminato il cielo nella zona di Leopoli, dove l’attacco ha innescato una crisi energetica. Mosca ha confermato i lanci, definendoli una risposta all’“attacco terroristico alla residenza” di Putin del 29 dicembre, e sostenendo di aver colpito “impianti di produzione di droni e infrastrutture energetiche” militari. Per i leader europei, invece, la risposta a un attacco alla dacia di Putin che per l’Occidente non è mai avvenuto rappresenta “un’escalation inaccettabile“. “Queste minacce non funzioneranno. Siamo al fianco di Kiev“, ha assicurato il cancelliere tedesco Merz.
Merz contro Putin | Photo by Steffen Prößdorf licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) – Alanews.it
Le prospettive per la pace: Donbass e Zaporizhzhia
Nonostante le tensioni, sono ancora in corso trattative per un possibile accordo di pace che includerebbe un piano in 20 punti, con il nodo principale rappresentato dalle regioni contese del Donbass e dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia. La Russia insiste per il ritiro delle forze ucraine oltre i confini amministrativi del Donbass, mentre Zelensky ribadisce che spetta ai cittadini ucraini decidere il futuro del loro territorio, respingendo qualsiasi cessione imposta.
Sulla gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la divergenza riguarda il coinvolgimento degli Stati Uniti, che propongono una supervisione condivisa con Ucraina e Russia, mentre Kiev desidera escludere Mosca da qualsiasi controllo. Nel frattempo, Washington offre “forti garanzie di sicurezza” per Kiev, con un impegno che potrebbe durare decenni, accompagnato dalla possibile presenza di truppe straniere come deterrente.
Volodymyr Zelensky, che ha guadagnato ampio consenso internazionale per la sua leadership durante il conflitto, si prepara a incontri diplomatici cruciali con i partner europei e americani, nella speranza di consolidare un’intesa che possa porre fine alle ostilità, pur consapevole delle difficoltà e delle minacce che ancora incombono sulla sua nazione.