Londra, 12 febbraio 2026 – Andrea Mountbatten-Windsor, ex principe del Regno Unito e terzogenito della regina Elisabetta II, è nuovamente al centro di polemiche e indagini legate allo scandalo di Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per abusi sessuali su minorenni. Dopo la riapertura di un’indagine preliminare da parte della polizia britannica, la vicenda si arricchisce oggi di nuove accuse e dettagli riguardanti il mancato rimborso dei fondi versati dalla famiglia reale per risarcire una delle vittime di Epstein.

Le accuse sul mancato rimborso dei fondi reali
Secondo quanto riportato dal tabloid britannico The Sun, l’ex duca di York non avrebbe restituito alcun centesimo dei 12 milioni di sterline ricevuti dalla famiglia reale per chiudere nel 2022 la controversia legale con Virginia Giuffre, una delle vittime di Epstein. Giuffre aveva fatto causa ad Andrea accusandolo di aver avuto rapporti sessuali con lei quando era minorenne, in diverse proprietà del finanziere. Il denaro, definito dal giornale come un “prestito”, sarebbe stato erogato con un contributo di oltre 7 milioni di sterline dal patrimonio personale della regina Elisabetta II, circa 3 milioni dall’eredità del principe Filippo e quasi 2 milioni dal patrimonio del re Carlo III.
Indagini riaperte e nuove rivelazioni sull’ex principe Andrea
Il dossier Epstein continua a rappresentare una fonte di imbarazzo per Andrea, la cui posizione è ora sotto esame anche dalla Procura della Corona britannica. Tra le nuove piste investigative vi è l’analisi delle email tra il principe e Epstein risalenti al 2010-2011, periodo successivo alla prima condanna del finanziere per sfruttamento di minori. In queste comunicazioni, Andrea avrebbe condiviso informazioni riservate su missioni ufficiali svolte in Asia quando era ancora un membro attivo della Casa Windsor e inviato commerciale per il governo britannico.
La vicenda coinvolge anche la sua ex moglie, Sarah Ferguson, nota come Fergie, che è stata oggetto di rivelazioni riguardanti email inviate a Epstein nel 2009, mentre quest’ultimo era in carcere, nelle quali chiedeva consigli finanziari per evitare la bancarotta.
L’indagine si inserisce in un contesto più ampio di scandali legati a Epstein, i cui file, pubblicati negli Stati Uniti, continuano a rivelare dettagli compromettenti su relazioni e attività del defunto finanziere e delle persone a lui vicine, inclusi membri dell’alta aristocrazia britannica.






