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Nuova arma Usa in Iran: colpiti scuola e palestra, almeno 21 vittime civili

Secondo un’inchiesta del New York Times, l’uso di un nuovo missile balistico Usa su obiettivi civili a Lamerd solleva interrogativi su tecnologia militare e diritto umanitario

by Giacomo Camelia
30 Marzo 2026
Iranian firefighters and officials work at the site of damaged residential buildings in northern Tehran, Iran, 23 March 2026

Iranian firefighters and officials work at the site of damaged residential buildings in northern Tehran, Iran, 23 March 2026 | ANSA

Roma, 30 marzo 2026 – Un’analisi dettagliata del New York Times ha rivelato come, nel primo giorno del conflitto tra Stati Uniti e Iran, sia stata impiegata una nuova arma statunitense che ha colpito una palestra e una scuola elementare nella città di Lamerd, nel sud dell’Iran. L’attacco, avvenuto il 28 febbraio, ha causato almeno 21 morti secondo fonti locali iraniane, suscitando preoccupazioni internazionali per l’impiego di un’arma non ancora testata in combattimento.

Il missile balistico di nuova concezione e i danni a Lamerd

Secondo l’analisi condotta dal New York Times, la tipologia dell’arma utilizzata corrisponde a un missile balistico a corto raggio denominato Precision Strike Missile (PrSM). Questo missile è progettato per detonare poco sopra il bersaglio, rilasciando piccoli proiettili di tungsteno verso l’esterno, causando danni mirati. I video esaminati mostrano chiaramente l’arma in volo e la sua esplosione in una grande palla di fuoco a mezz’aria, confermando l’impiego del PrSM. Le immagini post-attacco evidenziano numerosi fori nelle strutture della palestra e della scuola, riconducibili proprio ai proiettili di tungsteno proiettati dall’esplosione aerea.

La palestra e la scuola sono localizzate vicino a un complesso del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), sebbene non vi siano conferme che quest’ultimo sia stato colpito durante l’attacco. Le immagini satellitari d’archivio mostrano che la palestra e la scuola sono separate dal complesso militare da un muro da almeno 15 anni. Secondo Amir Saeid Iravani, rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, la palestra era in uso da una squadra femminile di pallavolo al momento dell’attacco, e i video pubblicati su account social collegati alla scuola confermano un uso regolare da parte di bambini. Inoltre, la palestra è da anni identificata come struttura civile su piattaforme di mappatura digitali come Google Maps, Apple Maps e Wikimapia.

Reazioni e verifica dell’attacco in Iran

Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato al New York Times di essere a conoscenza delle segnalazioni e di starle esaminando attentamente. Ha inoltre sottolineato che le forze statunitensi non prendono di mira indiscriminatamente i civili, in contrasto con quanto attribuito al regime iraniano. Non è stato possibile verificare in modo indipendente la notizia di un terzo luogo colpito durante l’attacco, un centro culturale, come riportato da media locali e su Telegram.

L’attacco a Lamerd si è verificato lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, causando la morte di 175 persone, a diverse centinaia di chilometri di distanza. Tuttavia, mentre il Tomahawk è un’arma consolidata, il PrSM utilizzato a Lamerd rappresenta un sistema non testato in combattimento, segnalando un significativo sviluppo nelle capacità militari statunitensi.

Lamerd, città situata nella provincia di Fars, conta circa 29.000 abitanti (censimento 2016) e ha un’economia basata principalmente sulle riserve di gas naturale. La popolazione locale e le testimonianze video mostrano come la palestra e la scuola siano strutture civili e comunitarie, amplificando le preoccupazioni per l’impatto civile degli attacchi.

Il quadro emerso dall’analisi del New York Times pone l’accento sull’utilizzo di tecnologie militari avanzate in un contesto di conflitto, con conseguenze drammatiche per la popolazione civile iraniana, e apre un dibattito sul rispetto del diritto internazionale umanitario e sulla responsabilità degli attori coinvolti.

Tags: IranStati Uniti

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