Oslo, 18 gennaio 2026 – Il Comitato del Premio Nobel per la Pace ha ribadito con fermezza le regole che disciplinano l’assegnazione e la titolarità del prestigioso riconoscimento, in un momento di crescente attenzione internazionale a seguito dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana. Senza citare direttamente alcun nome, il Comitato ha chiarito che il Premio Nobel per la Pace è un riconoscimento indivisibile e irrevocabile.
Le regole sulla titolarità del Premio Nobel
In una nota ufficiale, il Comitato ha sottolineato che un vincitore del Premio Nobel per la Pace non può condividere il premio con altri né trasferirlo una volta annunciato. La decisione di assegnazione è definitiva e il nome del vincitore rimane per sempre inciso nella storia del premio. Anche se la medaglia d’oro o il diploma passano in mani altrui, ciò non modifica l’identità del premio originale. Il Comitato ha inoltre precisato che non è suo compito commentare le attività politiche o i processi che coinvolgono i premiati.
Le parole del Comitato arrivano in seguito al gesto della Machado di donare al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il suo premio Nobel, come “ringraziamento” di quanto fatto per il Venezuela. Il riferimento della leader dell’opposizione di Caracas è alla cattura del presidente Nicolas Maduro, avvenuta i primi giorni di gennaio con l’operazione “Absolute Resolve” da parte degli Stati Uniti.
In cosa consiste il premio
Il premio consiste in due simboli fondamentali: la medaglia d’oro e il diploma. Il vincitore è libero di conservare, regalare, vendere o donare questi oggetti, come è accaduto in passato con alcuni premiati illustri. Tra questi, Kofi Annan, che donò medaglia e diploma all’Ufficio ONU di Ginevra, e Dmitry Muratov, che nel 2022 vendette la sua medaglia per oltre 103 milioni di dollari devoluti a un fondo UNICEF per i bambini ucraini profughi.






