Nel contesto della Conferenza sul disarmo a Ginevra, emergono segnali importanti riguardo al futuro del controllo degli armamenti nucleari a livello internazionale. Dopo la scadenza del Trattato New START il 5 febbraio, gli Stati Uniti e la Russia manifestano un consenso preliminare per avviare nuovi negoziati, mentre Francia e Regno Unito si propongono come attori indispensabili per un dialogo multilaterale sul nucleare.
New START: la posizione della Russia
L’ambasciatore russo all’Onu, Gennady Gatilov, ha dichiarato che eventuali nuovi colloqui sul nucleare dovrebbero coinvolgere non solo Russia, Stati Uniti e Cina, come proposto da Washington, ma anche la Francia e il Regno Unito. Entrambi i paesi sono membri della NATO e detentori di arsenali nucleari, e la Russia li considera parte integrante del dibattito sul controllo degli armamenti strategici. Gatilov ha sottolineato che Mosca sarebbe disposta a partecipare a un processo negoziale solo se Parigi e Londra venissero inclusi, riconoscendo così un quadro più ampio e realistico delle attuali dinamiche nucleari globali.
Contestualmente, il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha riferito che durante i recenti colloqui di Abu Dhabi sulla crisi ucraina si è discusso anche del futuro del New START. Peskov ha confermato l’esistenza di un’intesa tra Mosca e Washington per assumere posizioni responsabili e avviare al più presto negoziati su questo tema, segnalando una disponibilità formale al dialogo nonostante le tensioni geopolitiche.
La richiesta statunitense e le critiche di Parigi
Dalla parte americana, il sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti, Thomas DiNanno, ha ribadito la necessità di un accordo trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Cina che ponga nuovi limiti agli arsenali nucleari. DiNanno ha evidenziato che mentre gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia sono sottoposti a regole di trasparenza e controllo, la Cina mantiene un arsenale senza limiti né trasparenza, rappresentando una lacuna importante nella sicurezza globale. Inoltre, ha sottolineato le ripetute violazioni russe e l’aumento delle scorte nucleari mondiali come motivazioni per ridefinire un nuovo sistema di controllo degli armamenti, più adatto alle minacce contemporanee.
La Francia, infine, ha attribuito a Mosca la responsabilità della scadenza del New START. In una nota del ministero degli Esteri parigino si sottolinea che la Russia ha sospeso la sua partecipazione al trattato già nel 2023 e ha moltiplicato azioni che hanno indebolito l’architettura internazionale di controllo degli armamenti nucleari. La Francia ribadisce il proprio impegno nel contenimento degli armamenti strategici e nel dialogo multilaterale, in particolare all’interno del gruppo dei Cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu (P5), con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza collettiva.
Il ruolo della Francia nell’autonomia strategica europea
Parallelamente al dibattito internazionale, la Francia si prepara a un aggiornamento della sua dottrina nucleare, con un discorso atteso dal presidente Emmanuel Macron nel prossimo mese di febbraio. Il tema centrale sarà la dimensione europea degli “interessi vitali” francesi, che includono la sicurezza non solo del territorio nazionale ma anche dei Paesi alleati europei.
L’idea di un’autonomia strategica europea sta guadagnando terreno, soprattutto alla luce del disimpegno americano e della crescente minaccia russa. La Francia, unico Paese Ue dotato di testate nucleari, in collaborazione con il Regno Unito, sta esplorando forme di coordinamento e condivisione dell’arsenale nucleare, come evidenziato dalla Dichiarazione di Northwood dello scorso anno. Inoltre, altri Paesi europei, tra cui Germania, Polonia, Paesi Bassi e nazioni del Nord Europa, si mostrano disponibili a interagire con Parigi per rafforzare la deterrenza nucleare europea.
In questo scenario, si discute anche la possibilità di dotare alcuni Paesi europei di capacità tecniche per lo sviluppo nucleare, un tema che pone interrogativi sul futuro del Trattato di non proliferazione nucleare e sulla configurazione della sicurezza europea.
Le discussioni in corso a Ginevra e le iniziative di Parigi segnano una fase cruciale nella ridefinizione del sistema globale di controllo degli armamenti nucleari, dove la presenza e la cooperazione tra potenze nucleari tradizionali e nuovi attori emergono come elementi fondamentali per la stabilità strategica mondiale.






