Gerusalemme, 10 marzo 2026 – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato ieri sera una dichiarazione nel corso di una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute di Israele, in cui ha sottolineato l’intensità dell’azione militare in corso contro l’Iran. Dal 28 febbraio, Israele, in coordinamento con gli USA, sta conducendo un’offensiva mirata a indebolire il potere iraniano.
Netanyahu: “Stiamo spezzando le ossa all’Iran“
Nel suo intervento, Netanyahu ha affermato con fermezza che “non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa – e non abbiamo ancora finito“. Ha inoltre aggiunto che l’obiettivo finale è quello di “portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia“, sottolineando però che la decisione definitiva spetta agli stessi iraniani.
Queste parole rappresentano un aggiornamento importante sull’intensificarsi delle operazioni militari israeliane nella regione, che proseguono dopo una serie di eventi che hanno visto Israele impegnata in conflitti e scontri che coinvolgono anche altri attori regionali come Hezbollah in Libano e i territori siriani.
Il contesto politico e militare di Netanyahu
Benjamin Netanyahu, leader del partito conservatore Likud e primo ministro di Israele dal 29 dicembre 2022, è noto per il suo approccio duro verso l’Iran e per la sua lunga carriera politica e militare. Nato a Tel Aviv nel 1949, con un passato da ufficiale nelle forze speciali israeliane (Sayeret Matkal), Netanyahu ha guidato Israele in più mandati, diventando il primo ministro più longevo nella storia del Paese.
Dall’inizio del 2026, sotto la sua guida, Israele ha intensificato la pressione militare sull’Iran, culminando in un’offensiva congiunta con gli Stati Uniti che mira a un cambio di regime. La situazione si inserisce in un quadro di crescente tensione regionale, con il governo israeliano impegnato a neutralizzare le minacce percepite dalla Repubblica Islamica e dai suoi alleati.
Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi degli eventi, mentre Israele continua a rafforzare la propria posizione strategica e militare nel Medio Oriente.






