Roma, 16 febbraio 2026 – Secondo fonti dell’intelligence occidentale, gli ex reclutatori e propagandisti del Gruppo Wagner, il controverso gruppo paramilitare russo, sono stati identificati come uno dei principali strumenti utilizzati dal Cremlino per orchestrare attacchi di sabotaggio sul territorio europeo. A riportare la notizia è il Financial Times, che sottolinea come questa attività sia parte di una più ampia campagna di destabilizzazione promossa da Mosca.
Il ruolo del Gruppo Wagner dopo la ribellione del 2023
Il Gruppo Wagner, noto per essere stato fondato da Yevgeny Prigozhin e aver svolto un ruolo chiave nei conflitti in Ucraina, Siria e Africa, ha subito una grave crisi dopo la fallita ribellione guidata da Prigozhin nel giugno 2023. La rivolta, che ha visto le forze Wagner occupare temporaneamente la città di Rostov sul Don e avanzare verso Mosca, si è conclusa con un accordo che ha portato all’esilio di Prigozhin in Bielorussia. Dopo la sua morte in un incidente aereo nel agosto 2023, la struttura di comando del gruppo è rimasta poco chiara e il suo futuro incerto.
Nonostante questo, secondo gli analisti, la rete di reclutatori di Wagner è stata riorientata per nuovi obiettivi. Gli esperti dell’intelligence occidentale affermano che questi operatori adesso sono impegnati nel reclutamento di cittadini europei in condizioni economiche precarie per compiere atti di sabotaggio all’interno dei paesi della NATO, contribuendo così a una strategia di disordine e destabilizzazione interna.
Le strategie di Mosca per il sabotaggio in Europa
Un funzionario dell’intelligence occidentale ha spiegato che l’agenzia di intelligence militare russa, il Gru, sfrutta le competenze ereditate dalla rete Wagner per potenziare il reclutamento di agenti “usa e getta” in Europa, mirando a creare caos e tensioni sociali. Parallelamente, anche il servizio di intelligence interna russo, il FSB, è attivo nella medesima operazione.
Negli ultimi due anni, la Russia ha intensificato una campagna di sabotaggi e disordini sociali in vari Paesi europei, con l’intento di indebolire la coesione occidentale e mettere in discussione il sostegno politico e militare fornito all’Ucraina. Questo modus operandi si inserisce in un più ampio contesto di guerra ibrida, in cui Mosca utilizza strumenti non convenzionali per perseguire i propri interessi strategici.






