Mosca, 15 gennaio 2026 – Negli ultimi mesi, la Russia ha ulteriormente evoluto l’impiego dei droni kamikaze, in particolare con l’aggiornamento del modello Geran-2, derivato dalla munizione circolante iraniana Shahed-136. Questo veicolo ha visto l’integrazione di sistemi missilistici antiaerei portatili (MANPADS), un’innovazione che ne aumenta la letalità e la versatilità nei confronti dell’aviazione ucraina e dei sistemi di difesa aerea.
Evoluzioni tattiche dei droni Geran-2 e il sistema MANPADS
Il drone russo Geran-2 è stato recentemente equipaggiato con un sistema missilistico portatile antiaereo, tipicamente un 9K333 Verba, un’evoluzione delle famiglie Igla-S e Igla, capace di colpire bersagli aerei a bassa quota fino a 6,4 km di gittata e 4,5 km di altitudine. Questa modifica, osservata a gennaio 2026 su esemplari catturati, rappresenta un salto tattico: il drone è ora in grado di lanciare missili a guida termica contro caccia come F-16, MiG-29 o Mirage 2000, trasformandosi in una trappola mortale per gli aerei intercettori ucraini.
Il pilota che controlla il Geran-2 da terra può lanciare il missile in tempo reale, sfruttando una nuova telecamera posteriore e un modem radio con connettività 3G/LTE tramite SIM card. Questa tecnologia rende il controllo del drone più resistente alla guerra elettronica, contrastando efficacemente i tentativi di disturbo del segnale GPS e le contromisure elettroniche ucraine.
Innovazioni nel sistema di guida e nella testata esplosiva
La produzione russa del Geran-2, concentrata nella Zona Economica Speciale di Alabuga, ha introdotto significative migliorie, tra cui l’impiego di fibra di vetro per la fusoliera e l’elettronica di fabbricazione nazionale. Gli aggiornamenti riguardano anche le antenne CRPA (Controlled Reception Pattern Antennas), sofisticati sistemi che migliorano la ricezione del segnale GNSS e la resistenza al jamming e allo spoofing.
Sul fronte delle testate esplosive, sono state individuate almeno sei varianti, tra cui una nuova da 90 kg di esplosivo confermata a gennaio 2025. Questi miglioramenti aumentano l’efficacia dell’arma nel distruggere obiettivi terrestri e aerei.
Nuovo drone Geran-3: velocità e autonomia potenziate
Parallelamente, fonti dell’intelligence segnalano lo sviluppo del Geran-3, una variante dotata di motore turbogetto che raggiunge velocità fino a 600 km/h. Sebbene l’autonomia rimanga tra 2.000 e 2.500 km, questa nuova versione si propone come un drone più rapido, assimilabile a un missile da crociera, capace di colpire obiettivi con maggiore tempestività e difficoltà di intercettazione.
Questi progressi testimoniano l’impegno russo nel perfezionare piattaforme aeree senza pilota, integrando tecnologia iraniana con innovazioni proprie per sostenere la strategia militare nel conflitto in Ucraina e oltre.






