Mosca, 12 marzo 2026 – Il tribunale della città di Mosca ha emesso una sentenza di ergastolo in contumacia nei confronti di sei militari ucraini ritenuti responsabili di torture e uccisione di prigionieri di guerra russi in Ucraina. Il procedimento riguarda episodi avvenuti nelle località di Malaya Rohan e Kharkiv e documentati con video pubblicati online nel marzo 2022.
Condanna per torture e omicidi di prigionieri di guerra
Gli imputati, tutti appartenenti a unità militari ucraine, includono ufficiali e membri delle forze speciali “Kraken Azov” e comandanti del battaglione “Slobozhanshchina”. Tra loro figurano i nomi di Serghei Velichko, Konstantin Nemichev, Artem Subochev, l’ufficiale dell’SBU Vitaly Posokhov e i fratelli Andriy e Sergei Yangolenko.
Secondo quanto dichiarato dal giudice Dmitry Gordeyev, gli imputati hanno sparato con armi leggere contro otto militari russi catturati, provocando la morte di sette di essi. La Procura ha definito il caso come “maltrattamenti di prigionieri di guerra con mezzi e metodi proibiti nel conflitto armato”. La sentenza, emessa in contumacia, riflette la posizione della giustizia russa, che non riconosce la validità di processi e sentenze emessi all’estero e utilizza spesso tali provvedimenti come strumenti di pressione politica.
Il contesto dei diritti umani in Russia
La condanna si inserisce in un quadro complesso di diritti umani in Russia, formalmente tutelati dalla Costituzione federale, che però registra numerose violazioni secondo monitoraggi internazionali. Organizzazioni come la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) hanno più volte condannato la Russia per abusi, torture e negligenze del sistema giudiziario e carcerario. Dal 2022, con l’escalation del conflitto in Ucraina, la situazione si è ulteriormente deteriorata, con episodi di repressione politica e violazioni documentate da organismi internazionali.
La Russia ha cessato di essere membro del Consiglio d’Europa nel marzo 2022, perdendo così la giurisdizione della CEDU, che nel 2025 ha avviato cause contro Mosca per crimini politici e di guerra. Nel contempo, la Federazione ha emesso numerose sentenze in contumacia contro cittadini stranieri, misure giudicate illegali e strumentali da esperti di diritto internazionale.
L’ergastolo inflitto ai sei militari ucraini, pertanto, rappresenta una delle espressioni più recenti della complessa e controversa situazione giuridica e politica che coinvolge il conflitto russo-ucraino e la questione dei diritti umani nel contesto della Federazione Russa.






