Mosca, 15 gennaio 2026 – La Russia esprime profonda preoccupazione per le attività militari della NATO nell’Artico, in particolare riguardo alla crescente presenza dell’Alleanza Atlantica in Groenlandia e nelle regioni artiche circostanti. L’allarme è stato lanciato attraverso una dichiarazione ufficiale rilasciata dall’Ambasciata russa in Belgio, in risposta a un’intervista del quotidiano russo Izvestia.
Russia, preoccupazione per la militarizzazione del Nord
Nel commento ufficiale, ripreso dall’ufficio stampa di Mosca, si sottolinea come “la situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di massima preoccupazione”. La Russia accusa la NATO di aver abbandonato “un lavoro costruttivo all’interno delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio Artico”, preferendo invece “un percorso di militarizzazione accelerata del Nord”. Secondo Mosca, l’Alleanza sta incrementando la sua presenza militare con “il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino”.
Questa escalation militare nell’Artico si inserisce in un quadro di tensioni geopolitiche che coinvolgono la Russia, la NATO e la Cina, con Mosca che percepisce le mosse dell’Alleanza come una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale e agli interessi strategici nella regione artica.
Il ruolo strategico della NATO e le implicazioni geopolitiche
La NATO, con i suoi attuali 32 membri, di cui molti europei e nordamericani, continua a rafforzare la propria presenza militare nelle regioni strategiche del Nord, tra cui la Groenlandia, un territorio danese di grande rilevanza geopolitica. Nonostante la natura difensiva sancita dal Patto Atlantico del 1949, l’alleanza è spesso al centro di controversie sul suo ruolo e sulle azioni intraprese, soprattutto in contesti sensibili come l’Artico.
L’ampliamento della NATO e il rafforzamento militare nell’Artico sono visti da Mosca come una forma di pressione che mina la stabilità regionale e internazionale. Nel contesto attuale, la crisi ucraina e le tensioni in Europa orientale contribuiscono ad alimentare un clima di sospetto e di potenziale conflitto, con la Russia che continua a condannare le iniziative occidentali definite “un asse di guerra” e una minaccia diretta ai propri confini.
La situazione rimane dunque altamente delicata e sotto stretta osservazione da parte delle capitali coinvolte, mentre la comunità internazionale monitora le dinamiche di sicurezza nell’Artico, una regione sempre più centrale per gli equilibri geopolitici globali.






