CITTÀ DEL MESSICO, 23 FEB – La morte di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, leader del temuto Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), ha scatenato una nuova fase di violenza e instabilità nel panorama del narcotraffico messicano. L’uccisione del narcotrafficante, avvenuta il 22 febbraio 2026 a Tapalpa, nello stato di Jalisco, durante una complessa operazione militare congiunta supportata da intelligence statunitensi, rischia di aprire una feroce guerra intestina per il controllo del cartello.
Successione e instabilità interna nel CJNG
Secondo diversi analisti e fonti giornalistiche nazionali, la morte di El Mencho potrebbe replicare dinamiche già viste in altri cartelli, come quello di Sinaloa, dove l’arresto di figure chiave ha portato a lotte di potere interne. Il successore naturale è ritenuto Juan Carlos Valencia, figlio della moglie di El Mencho, Rosalinda González Valencia, soprannominata “La Jefa” e figura di rilievo nel CJNG. Tuttavia, la sua leadership potrebbe incontrare resistenza da parte di capi locali del cartello noti con nomi di battaglia come “El Sapo”, “El Jardinero”, “Tio Lako” e “Doble R”. Questa frammentazione interna rappresenta un elemento di grande rischio per l’escalation della violenza nel Paese.
Il contesto dopo la morte di El Mencho
Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha commentato con ottimismo l’evento, sottolineando che la morte di El Mencho “indebolisce una delle principali organizzazioni criminali del Paese, responsabile di omicidi, traffico di persone, estorsioni, sequestri ed aggressioni armate alle autorità”. Tuttavia, nelle ore successive all’operazione sono esplose manifestazioni di violenza in diversi stati messicani, con incendi di veicoli, blocchi stradali e scontri armati tra narcos e forze di sicurezza, che hanno causato almeno 26 morti, tra cui civili e membri della Guardia Nazionale.
El Mencho era considerato il narcotrafficante più ricercato in Messico e negli Stati Uniti, con una taglia di 15 milioni di dollari statunitensi per informazioni che ne portassero alla cattura. A capo del CJNG, ha esteso il controllo del cartello a numerosi stati messicani e territori internazionali, gestendo traffici di metanfetamine, cocaina e fentanyl su scala globale. La sua ascesa ha segnato una guerra aperta contro il cartello di Sinaloa, con un’escalation di violenze e conflitti armati che hanno caratterizzato gli ultimi anni nel narcotraffico messicano.






