Roma, 13 marzo 2026 – “Mojtaba Khamenei è ferito e probabilmente sfigurato”, così dichiara Pete Hegseth, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, in un commento che getta ulteriori ombre sulla situazione interna dell’Iran dopo la nomina a Guida suprema del figlio di Ali Khamenei. La sua affermazione, riportata da Sky News, mette in dubbio la legittimità e la forza della nuova leadership iraniana in un momento di grande tensione geopolitica.
Le dichiarazioni di Pete Hegseth e il contesto internazionale
Pete Hegseth ha definito “debole” la dichiarazione diffusa da Mojtaba Khamenei, sottolineando l’assenza di una sua apparizione pubblica diretta: “Non c’era voce e non c’era video. Era una dichiarazione scritta”. Secondo il segretario alla Difesa statunitense, l’Iran avrebbe molte telecamere e registratori vocali, quindi la scelta di rilasciare solo un comunicato scritto sarebbe motivata dalla paura e dalla ferita del leader, che sarebbe “in fuga e senza legittimità”. Hegseth ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, non sia chiaro chi realmente comandi il paese e ha aggiunto che le capacità militari del regime iraniano starebbero crollando.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto di crescente instabilità: il conflitto nel Golfo Persico ha portato il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, mentre l’esercito israeliano ha colpito siti iraniani sospettati di sviluppare armi nucleari. Inoltre, l’attacco iraniano con missili contro Qatar e Dubai e la chiusura dello Stretto di Hormuz, annunciata dallo stesso Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso, contribuiscono a inasprire ulteriormente la tensione regionale.
Il primo discorso di Mojtaba Khamenei
Nel suo primo messaggio ufficiale alla nazione, letto da una speaker alla televisione iraniana, Mojtaba Khamenei ha promesso vendetta per gli attacchi subiti e ha ribadito la necessità di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz. La Guida suprema ha dichiarato che l’Iran non rinuncerà a vendicare “il sangue dei martiri” uccisi dagli Stati Uniti e da Israele, affermando: “Non ci ritireremo mai, la vendetta è sul sangue di ogni singolo iraniano che ha perso la vita”. Ha inoltre chiesto la chiusura di tutte le basi statunitensi nella regione, minacciando ripercussioni contro i paesi del Golfo che ospitano queste installazioni militari.
Il discorso è stato marcato da un appello all’unità interna: Khamenei ha esortato i leader politici iraniani a mostrare compattezza nel seguire il percorso della defunta Guida suprema Ali Khamenei e a rafforzare la coesione nazionale in un momento di crisi.
La condizione fisica della nuova Guida Suprema
L’assenza di Mojtaba Khamenei dalla scena pubblica e il fatto che il suo discorso sia stato letto da una voce femminile hanno alimentato le speculazioni sulla sua condizione fisica. Secondo fonti americane e osservatori internazionali, il nuovo leader sarebbe effettivamente ferito al volto e azzoppato, probabilmente a seguito degli attacchi israelo-statunitensi che hanno causato anche la morte di alcuni suoi familiari stretti.
Queste condizioni potrebbero spiegare la scelta di una comunicazione indiretta e scritta, facendo emergere dubbi sulla stabilità del regime e sulla capacità di Mojtaba Khamenei di esercitare pienamente il suo ruolo in un momento delicatissimo per l’Iran e per l’intera regione.






