“Mojtaba Khamenei è vivo”: con questo annuncio il conflitto in Medio Oriente è entrato nel dodicesimo giorno. Continua, però, l’escalation militare. Teheran sostiene di aver lanciato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Secondo quanto riferito dall’agenzia Afp, che cita i media statali iraniani, l’Iran avrebbe colpito con missili la base statunitense di Erbil, in Iraq, e la base della Quinta Flotta della marina americana in Bahrein. Nel frattempo, le difese aeree dell’Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto sei missili iraniani diretti verso la base aerea di Prince Sultan. A Tel Aviv la popolazione ha trascorso la notte nei rifugi dopo che diverse esplosioni sono state udite in città.
Mojtaba Khamenei è vivo
Da Teheran intanto è arrivato l’atteso aggiornamento sulle condizioni della nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. Le autorità della Repubblica islamica affermano che il leader è vivo, nonostante le ferite riportate negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele. Il figlio del defunto ayatollah Ali Khamenei si troverebbe attualmente in un luogo sicuro.
Secondo quanto riportato dal New York Times, che cita funzionari iraniani, il 56enne sarebbe rimasto ferito il giorno stesso dell’inizio dell’offensiva israeliana e statunitense.
Comunicazioni limitate e rifugio in luogo sicuro
Fonti governative iraniane riferiscono al quotidiano americano che negli ultimi due giorni diverse figure di spicco dell’esecutivo hanno confermato che Mojtaba Khamenei ha riportato ferite, anche alle gambe. Nonostante ciò, il leader sarebbe vigile e al riparo in una struttura altamente protetta, con comunicazioni limitate.
A ribadire che la nuova Guida Suprema è “sana e salva” è stato anche il figlio del presidente della Repubblica islamica, Masoud Pezeshkian, che ha confermato come Khamenei stia continuando a esercitare le sue funzioni nonostante le ferite.






