New York, 24 marzo 2026 – Il principe saudita Mohammed bin Salman avrebbe esercitato una forte pressione sul presidente statunitense Donald Trump affinché continui la guerra contro l’Iran, definita da Riyadh un’opportunità storica per rifondare il Medio Oriente. Lo riferisce il New York Times citando fonti vicine ai due leader, secondo le quali, nell’ultima settimana, il principe ereditario saudita avrebbe suggerito a Trump di spingere per la distruzione del governo iraniano, considerato una minaccia di lungo termine per la sicurezza del Golfo.
Pressioni e strategie saudite per un’escalation militare
Mohammed bin Salman, figura chiave della politica saudita e primo ministro del Regno dal 2022, avrebbe condotto un doppio gioco: pubblicamente favorevole a una soluzione diplomatica, in privato avrebbe invece stimolato l’azione militare contro Teheran. Fonti anonime riportate dal Washington Post rivelano che il principe ha effettuato numerose telefonate a Trump nel mese precedente all’offensiva, sottolineando il rischio che l’Iran uscisse rafforzato da eventuali accordi senza un intervento militare deciso.
L’Arabia Saudita vede nell’eliminazione del governo iraniano un obiettivo strategico imprescindibile per la stabilità della regione. Questo è avvenuto mentre proseguono i raid aerei congiunti di Stati Uniti e Israele contro infrastrutture strategiche iraniane e si intensificano i lanci di missili da parte di Teheran verso Emirati Arabi Uniti, Qatar e Israele. Nelle ultime ore, l’IDF ha confermato l’intercettazione di missili provenienti dall’Iran e il danneggiamento della sede della radio e televisione di Stato a Teheran.
Chi è Mohammed bin Salman
Mohammed bin Salman, presidente del Consiglio per gli affari economici e di sviluppo e ministro della Difesa fino al 2022, è una figura centrale della dinastia saudita e guida de facto il Paese con un governo autoritario, accusato da diverse fonti internazionali di repressione politica e coinvolgimento in azioni contro oppositori, ma anche di aver promosso una politica estera aggressiva e interventista nella regione.
La pressione esercitata dal principe saudita su Trump appare dunque un tassello fondamentale nel complesso scenario di guerra e diplomazia che sta sconvolgendo il Medio Oriente.






