Minneapolis, 29 gennaio 2026 – Gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) del Minnesota hanno ricevuto nuove direttive interne che impongono di non interagire con gli “agitatori” durante le operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare. La notizia è stata riportata da Reuters, che ha visionato le linee guida inviate agli agenti, le quali rappresentano la più dettagliata revisione delle procedure dopo le recenti tensioni nella città.
Nuove direttive per gli agenti Ice: focus su arresti “mirati”
Le linee guida aggiornate sono state emanate in seguito alle due sparatorie avvenute a Minneapolis, nelle quali sono morti due cittadini statunitensi coinvolti nelle proteste contro le azioni federali. Secondo quanto si legge in un’email interna diffusa da un alto funzionario ICE, gli agenti devono evitare ogni forma di comunicazione o interazione con gli “agitatori”, poiché questo non farebbe altro che “fomentare la situazione”. L’unica comunicazione ammessa è quella degli ordini impartiti dagli ufficiali.
Inoltre, le nuove direttive stabiliscono che gli agenti dell’ICE devono concentrare le operazioni su immigrati con precedenti penali o accuse in corso, segnando un cambio di rotta rispetto alle vaste retate che avevano suscitato proteste e critiche in passato. L’applicazione sarà quindi più “mirata”, limitando gli arresti a soggetti con un “nesso criminale” accertato.
Coordinamento e tensioni sul campo: il ruolo di Tom Homan
Il comando delle operazioni ICE in Minnesota è stato affidato a Tom Homan, noto come lo “zar dei confini”, che ha preso il posto del controverso comandante del Border Patrol Gregory Bovino, il quale lascerà a breve Minneapolis. Homan avrà il compito di coordinare un approccio più efficace e sostenuto da una maggiore collaborazione con le autorità statali e locali.
La Casa Bianca ha dichiarato che sono in corso discussioni su come migliorare l’efficacia delle operazioni, sottolineando che nessuna direttiva è definitiva finché non sarà ufficialmente emanata. Il presidente Donald Trump, che ha recentemente annunciato l’intenzione di “de-escalare” la situazione a Minneapolis dopo le sparatorie, ha confermato di aver parlato con il governatore dem Tim Walz per coordinare le azioni sul territorio e valutare una possibile riduzione del numero di agenti federali in Minnesota.
L’indagine sulle sparatorie è affidata all’FBI, al Dipartimento per la Sicurezza Interna e alla polizia di frontiera. Nel frattempo, le tensioni in città restano alte, mentre si cerca un equilibrio tra il rispetto della legge e la gestione dell’ordine pubblico.
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