Minneapolis, 8 gennaio 2026 – A Minneapolis, città simbolo negli Stati Uniti per la lotta contro le ingiustizie sociali, torna al centro dell’attenzione nazionale un episodio drammatico che coinvolge le forze federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). La vittima è stata una cittadina americana di 37 anni, Renee Nicole Good, uccisa a colpi di pistola durante un’operazione dell’ICE nei pressi dell’incrocio tra la 34th Street e Portland Avenue, a pochi isolati dal luogo dove cinque anni fa fu assassinato George Floyd.
Il caso Renee Nicole Good: chi era la donna uccisa dall’ICE a Minneapolis
Renee Nicole Good, madre di tre figli e residente nelle Twin Cities con il compagno, era una poetessa e attivista molto conosciuta nella comunità locale. Cresciuta in Colorado, era nota per la sua natura compassionevole e il profondo impegno nel prendersi cura degli altri: così la descrive la madre, Donna Ganger, che al Minnesota Star Tribune ha definito la figlia «una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto». Dopo la morte del marito Timmy Ray Macklin Jr., scomparso nel 2023 a soli 36 anni, Renee ha continuato a coltivare il suo legame con la città e la comunità queer, come sottolineato dalla deputata Leigh Finke, che ha espresso cordoglio per la perdita di una donna “amata e celebrata”.
L’episodio fatale è avvenuto durante una massiccia operazione federale contro presunti criminali e “terroristi interni” in Minnesota. Secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, Renee avrebbe trasformato il suo veicolo in un’arma tentando di investire gli agenti, spingendo così un agente a sparare per legittima difesa. Tuttavia, questa versione è stata smentita dal sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, che ha definito le accuse “senza fondamento” e ha denunciato un uso “sconsiderato del potere” da parte dell’agente federale. Il video diffuso sui social mostra infatti un agente dell’ICE che spara contro il veicolo di Renee mentre tenta di allontanarsi, evento che ha scatenato proteste e tensioni nella comunità.
To all of the MAGA Republicans and ICE defenders who are claiming that this woman in Minneapolis, Minnesota, tried to run ICE officers over with her car before they shot and killed her, here is the actual video.
As you can clearly see, there are three ICE officers to the side of… pic.twitter.com/mWLV0mYVZR
— Ed Krassenstein (@EdKrassen) January 7, 2026
Reazioni istituzionali e sociali: proteste e accuse di uso eccessivo della forza
L’omicidio di Renee Nicole Good ha riacceso un acceso dibattito politico e sociale negli Stati Uniti. Il sindaco Frey ha chiesto pubblicamente il ritiro degli agenti ICE da Minneapolis, denunciando la pericolosa militarizzazione della città. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha definito l’incidente “totalmente prevedibile ed evitabile”, mentre il segretario alla sicurezza interna Kristi Noem ha difeso l’operato degli agenti, annunciando l’intenzione di perseguire penalmente come terrorismo domestico l’uso di veicoli per ostacolare le operazioni federali.
Le proteste per la morte di Renee si sono diffuse anche in altre grandi città come New York, dove il sindaco Zohran Mamdani ha ribadito il sostegno ai migranti e la volontà di mantenere la città come “santuario” per le comunità vulnerabili. Nel quartiere di South Minneapolis, centinaia di persone si sono radunate per una veglia commemorativa con candele, fiori e cartelli “Say Her Name”, esprimendo dolore e incredulità per la perdita di una figura così amata e rispettata.
Durante la veglia, numerosi attivisti e rappresentanti della comunità hanno ricordato Renee come una “guerriera” dei diritti civili, impegnata nel sostenere i vicini e nel difendere i valori di giustizia sociale. Il clima di tensione è rimasto alto, con manifestanti che hanno contestato duramente l’operato dell’ICE e denunciato la mancanza di trasparenza, in particolare per l’assenza di telecamere indossate dagli agenti durante l’operazione.
Minneapolis: una città segnata dalla storia e dalla lotta per i diritti civili
Minneapolis, capoluogo del Minnesota e cuore delle Twin Cities con Saint Paul, è una città ricca di storia e di contraddizioni. Conosciuta come la “Città dei laghi” e un tempo fulcro dell’industria molitoria americana, oggi Minneapolis è anche un simbolo nazionale della lotta contro la brutalità della polizia e le discriminazioni razziali. Il luogo in cui è avvenuto l’omicidio di Renee Nicole Good si trova a meno di un miglio dal sito in cui George Floyd perse la vita nel 2020, evento che scatenò un movimento globale per la giustizia sociale.
Le indagini sull’incidente proseguono senza che l’agente coinvolto sia stato identificato pubblicamente, mentre la città si prepara a nuovi momenti di mobilitazione e riflessione su temi di fondamentale importanza per il futuro delle comunità americane.






