Minneapolis, 24 gennaio 2026 – La città di Minneapolis continua a essere teatro di tensioni crescenti tra la comunità locale e le forze dell’ordine federali, in particolare l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), dopo una nuova sparatoria che ha coinvolto un agente federale e un uomo nel quartiere di Eat Street. Questo episodio rappresenta il terzo caso in poche settimane che vede protagonisti agenti federali, alimentando proteste e un clima di forte instabilità sociale.
Nuova sparatoria a Minneapolis: agente federale ferisce un uomo
Secondo le autorità locali, un agente dell’ICE ha sparato contro un uomo mentre tentava di arrestarlo per presenza illegale nel paese. La portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Tricia McLaughlin, ha riferito che l’uomo ha opposto resistenza violenta durante il tentativo di arresto e che l’agente ha sparato colpendolo alla gamba. Entrambi sono stati trasportati in ospedale e le ferite dell’uomo non sarebbero mortali. La sparatoria è avvenuta intorno alle 9 del mattino nei pressi di Glam Doll Donuts all’incrocio tra Nicollet Avenue e 26th Street, una zona nota per la sua vivace attività commerciale.
Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, ha confermato l’accaduto e ha ordinato ai suoi agenti di mantenere la scena e di annullare i giorni di riposo per tutti i turni disponibili, fatta eccezione per la guardia notturna. La tensione nel quartiere è salita rapidamente quando una folla si è radunata urlando contro la presenza degli agenti federali, accusati di violenza e di operare senza un adeguato controllo locale.
La reazione politica e sociale
Il governatore del Minnesota, Tim Walz, si è detto profondamente turbato dall’ennesima violenza da parte delle forze federali. In un comunicato ha dichiarato di aver parlato con la Casa Bianca per chiedere la fine immediata dell’operazione che ha portato nel Minnesota “migliaia di agenti violenti e inesperti”. Walz, già noto per il suo impegno nella riforma della polizia e per la sua posizione di leadership nel Partito Democratico, ha sottolineato che la situazione è diventata insostenibile e “disgustosa”.
Nel frattempo, le proteste proseguono con manifestanti che chiedono maggiore trasparenza e giustizia per le vittime di queste sparatorie, in particolare dopo la morte di Renee Good, una donna uccisa da un agente ICE a gennaio 2026, evento che ha già scatenato un’ondata di indignazione nazionale e che ha spinto la famiglia a chiedere un’inchiesta civile indipendente.






