Roma, 28 febbraio 2026 – I militari italiani presenti nelle basi del Medio Oriente coinvolte nelle recenti tensioni regionali sono attualmente al sicuro all’interno dei bunker e degli shelter predisposti a tutela del personale. Lo riferiscono fonti qualificate della Difesa, che monitorano costantemente l’evolversi della situazione, segnata da una controffensiva iraniana in risposta agli attacchi di Israele e Stati Uniti.
Sicurezza garantita nelle basi italiane
In Iraq, dove operano circa 350 militari italiani, i soldati si trovano nei bunker dopo che una base delle milizie sciite, a 60 chilometri da Baghdad, è stata oggetto di attacchi da parte degli Stati Uniti. Ad Erbil e Baghdad, invece, non si registrano danni diretti alle postazioni italiane, in quanto il personale era stato preventivamente spostato. Anche i circa 250 dipendenti di Leonardo presenti nella base di Al Salem in Kuwait sono protetti negli shelter, dopo attacchi attribuiti probabilmente a milizie filo-iraniane. Nella base vicino ad Amman, in Giordania, sono invece una settantina i militari italiani al sicuro nei bunker. Nessun ferito, dunque, fra il personale militare e civile italiano.
Il governo italiano ha inoltre emesso un’allerta per i connazionali residenti o in visita in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, dove si registrano esplosioni e tensioni crescenti. Solo a Doha si contano circa 3.000 italiani invitati a restare in casa e a cercare riparo, mentre negli Emirati si stimano circa 20.000 italiani, fra residenti e turisti.
Monitoraggio continuo e possibili evacuazioni
Fonti della Difesa non escludono una possibile evacuazione del personale italiano dall’Iran a partire da lunedì, nel caso la situazione dovesse ulteriormente deteriorarsi. Il quadro di sicurezza viene costantemente aggiornato, con un’attenzione particolare anche alle operazioni navali nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz, zone strategiche dove l’Italia partecipa attivamente a missioni internazionali come Aspides, finalizzate alla protezione della libertà di navigazione.
La situazione rimane comunque sotto controllo, grazie a misure precauzionali adottate in anticipo e al coordinamento con le forze alleate nella regione, mentre sul fronte diplomatico si intensificano i contatti per evitare un’escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intera area.






