Guadalajara, 23 febbraio 2026 – Il Messico è scosso da una grave crisi di sicurezza dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, leader del potente Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG). L’operazione militare che ha portato alla sua morte nello Stato di Jalisco ha causato un’ondata di violenze senza precedenti, con almeno 26 vittime tra agenti delle forze dell’ordine e civili, e disordini che si sono estesi in diversi Stati della nazione.
L’uccisione di El Mencho e la reazione armata in Messico
Il blitz coordinato tra le forze messicane e l’intelligence statunitense ha localizzato El Mencho nella città di Tapalpa, dove è stato ferito gravemente, per poi morire durante il trasferimento aereo verso Città del Messico. L’uomo, 59 anni, era il narcotrafficante più ricercato del Messico, con una taglia di 15 milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti. Sotto la sua guida, il CJNG è diventato uno dei cartelli più temuti a livello globale, con ramificazioni in America, Asia, Europa, Africa e coinvolgimento diretto nel traffico di metanfetamine, cocaina e fentanyl. L’operazione ha visto anche la morte di sette criminali e il ferimento di tre soldati, oltre all’arresto di due membri chiave del cartello e al sequestro di armi pesanti, tra cui lanciarazzi.
Caos e violenze in tutto il Paese
La notizia della morte di Nemesio Oseguera Cervantes ha scatenato una guerriglia urbana in almeno otto Stati, tra cui Jalisco, Michoacán, Colima e Guanajuato. Sono stati registrati incendi dolosi, blocchi stradali con veicoli in fiamme e saccheggi di negozi e istituti di credito. Le autorità confermano un bilancio di 26 morti: 17 appartenenti alle forze dell’ordine, inclusi quindici membri della Guardia Nazionale, un funzionario della Procura e una guardia carceraria, una donna incinta e otto criminali. Ventisette persone sono state fermate, con accuse che vanno dalla violenza ai saccheggi.
L’allerta rossa è stata attivata in diversi Stati e nel porto strategico di Manzanillo, dove sono state sospese le attività doganali. Le compagnie aeree statunitensi, come United, Delta e Air Canada, hanno cancellato i voli per l’aeroporto di Puerto Vallarta, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti per ragioni di sicurezza. Anche la Federcalcio messicana ha sospeso varie partite, incluse gare di prima divisione e della lega femminile, a causa delle tensioni.
Chi era El Mencho
Nato il 17 luglio 1966 a Aguililla, Michoacán, Nemesio Oseguera Cervantes è cresciuto in povertà ed è emigrato negli Stati Uniti negli anni ’80, dove fu arrestato più volte per reati legati al traffico di droga. Deportato in Messico, entrò a far parte del Milenio Cartel e nel 2011 fondò il CJNG, che sotto la sua guida ha superato il Cartello di Sinaloa nel controllo del narcotraffico nazionale e internazionale. El Mencho era noto per la sua brutalità e per aver scatenato una feroce guerra contro il cartello rivale dei Los Zetas.
La sua eliminazione rappresenta un evento di portata storica nella lotta al narcotraffico in Messico, ma allo stesso tempo rischia di innescare una nuova ondata di violenze tra gruppi criminali in lotta per il controllo del mercato degli stupefacenti e territori strategici. Le autorità messicane, insieme ai governi stranieri come quelli degli Stati Uniti, Argentina, India e Italia, hanno invitato la popolazione e i viaggiatori a mantenere la calma e limitare gli spostamenti nelle zone più colpite.






