Bruxelles, 13 febbraio 2026 – La recente riunione informale dei leader europei al castello di Alden Biesen, nel Limburgo belga, ha messo in luce una crescente tensione tra Friedrich Merz, cancelliere federale tedesco, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Entrambi esponenti dell’Unione Cristiano-Democratica, i due rappresentano le figure più influenti della Germania e dell’Unione Europea, ma negli ultimi mesi le loro posizioni sembrano essersi distanziate, evidenziando un clima di confronto acceso e qualche malumore nelle relazioni istituzionali.
La frattura tra Merz e von der Leyen: un confronto sotto i riflettori
La spinta per completare il mercato unico europeo entro il 2027 è stata un tema centrale del vertice, ma il confronto tra Merz e von der Leyen ha svelato divergenze profonde sulla gestione della burocrazia europea e sulle priorità politiche. Merz ha criticato apertamente la lentezza di Bruxelles, accusando la Commissione e il Parlamento europeo di rappresentare un “collo di bottiglia” per l’efficienza dell’Unione. In particolare, ha sottolineato come il processo decisionale rimanga troppo farraginoso per rispondere alle sfide globali, un’affermazione che ha suscitato una risposta decisa da parte di von der Leyen.
La presidente della Commissione ha replicato invitando i leader nazionali a “fare i compiti a casa”, cioè a rimuovere le barriere nazionali che frenano la libera circolazione delle merci e dei servizi. Ha citato esempi concreti, come la differenza tra i limiti di peso dei camion in Belgio e in Francia o l’utilizzo ancora diffuso del fax in alcuni Stati membri, tra cui la Germania stessa. Von der Leyen ha insistito sull’urgenza di armonizzare queste norme per facilitare la competitività e la crescita economica europea.

Merz e von der Leyen: contesti politici e personali
Il rapporto tra i due leader tedeschi è stato per anni caratterizzato da una stretta collaborazione, con frequenti contatti e un’apparente sintonia sugli obiettivi europei. Tuttavia, l’insoddisfazione di Merz verso la Commissione è emersa chiaramente negli ultimi mesi, soprattutto in relazione alla proposta di bilancio pluriennale europeo (QFP) e alla strategia commerciale con gli USA. Berlino, guidata da Merz, ha espresso forti riserve sulla proposta di aumentare il bilancio UE e sull’introduzione di nuove tasse europee, ritenute incompatibili con le esigenze di consolidamento fiscale.
Dal canto suo, von der Leyen, alla guida della Commissione dal 2019 e confermata per un secondo mandato nel 2024, ha dovuto affrontare critiche interne ed esterne, in particolare dopo l’accordo sui dazi con Washington, giudicato da molti europei e imprenditori come una capitolazione. Nonostante ciò, la presidente continua a promuovere una visione strategica che punta sull’innovazione, la transizione energetica e l’autonomia digitale, cercando di mantenere un equilibrio tra pragmatismo e ambizione.
Prospettive per il futuro dell’Unione
Alla luce di queste tensioni, il cammino verso un mercato unico senza barriere entro il prossimo anno appare una sfida complessa. Merz sembra determinato a spingere per una deregolamentazione più decisa e per un’Europa più competitiva, mentre von der Leyen insiste sulla necessità di un approccio coordinato e di un rafforzamento delle istituzioni europee. Il loro confronto riflette non solo divergenze politiche, ma anche la complessità di governare un’Unione sempre più articolata e chiamata a rispondere a sfide globali in rapida evoluzione.






