Parigi, 13 gennaio 2026 – Un imponente corteo di trattori ha nuovamente invaso le strade di Parigi questa mattina, con circa 400 agricoltori radunati davanti all’Assemblea Nazionale, cuore politico della Francia, per protestare contro l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur e la gestione governativa della dermatite bovina. La mobilitazione, organizzata dalla FNSEA, principale sindacato agricolo francese, segna una ripresa decisa delle tensioni nel settore agricolo d’Oltralpe.
La protesta e la mobilitazione dei trattori a Parigi
Alle ore 10, secondo la prefettura di polizia di Parigi, 353 trattori erano disposti sul Quai d’Orsay, tra il Pont de l’Alma e il Pont de la Concorde, creando una lunga fila che ha attratto l’attenzione della capitale. Circa 400 manifestanti si sono concentrati nei pressi dell’Assemblea Nazionale, senza che al momento si registrassero tensioni o incidenti. Lo striscione esposto recitava “La rivolta agricola riprende”, sottolineando la determinazione degli agricoltori a farsi ascoltare.
Damien Greffin, vicepresidente della FNSEA, ha dichiarato che i trattori resteranno nella capitale “fin quando le loro richieste non saranno accolte”, chiedendo un incontro diretto con il primo ministro Sébastien Lecornu. La protesta segue una serie di iniziative già avviate nei giorni scorsi in diverse regioni, in particolare nel sud-ovest di Francia, dove è stato rimosso un blocco stradale sull’autostrada A64 Bayonne-Tolosa.
Le ragioni della protesta: l’accordo UE-Mercosur e la dermatite bovina
Gli agricoltori contestano in primo luogo l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, che l’Unione Europea si appresta a firmare con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, i quattro paesi fondatori del Mercosur. L’intesa, negoziata a partire dal 2019 e rafforzata nel dicembre 2024 con impegni ambientali e sociali, prevede una progressiva liberalizzazione del 90% delle importazioni di beni industriali europei e del 93% dei prodotti agricoli sudamericani nell’arco di dieci anni.
Nonostante l’accordo presenti vantaggi per l’industria europea – come l’eliminazione di dazi elevati su ricambi auto (35%), macchinari (20%), prodotti chimici (18%) e farmaceutici (14%) – gli agricoltori temono un impatto negativo su settori sensibili come la carne bovina, lo zucchero e il pollame, preoccupati per il rispetto degli standard europei di sicurezza alimentare.
Parallelamente, la protesta denuncia la gestione della dermatite bovina da parte dell’esecutivo francese, una malattia che ha pesanti ripercussioni sull’allevamento e l’export. Il ministero dell’Agricoltura ha annunciato che farà nuovi comunicati nella serata odierna per cercare di placare le tensioni rurali, dopo gli interventi della ministra Annie Genevard la scorsa settimana.
In un momento cruciale per la ratifica dell’accordo a Bruxelles e nei parlamenti nazionali, la mobilitazione degli agricoltori francesi si inserisce nel dibattito politico europeo, in cui l’Italia e altri Paesi restano indecisi o contrari, preoccupati per la tutela del comparto agricolo e per la sostenibilità ambientale delle importazioni dal Mercosur. La protesta di Parigi conferma la complessità e la delicatezza del negoziato, che rappresenta una sfida importante per l’Unione Europea nel suo intento di creare la più grande area di libero scambio del mondo.






