Roma, 22 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito la posizione di apertura dell’Italia nei confronti della proposta statunitense di istituzione del Board of Peace per Gaza, promossa dal presidente Donald Trump. Tuttavia, ha sottolineato che permangono problemi di natura costituzionale che impediscono una firma immediata da parte del nostro Paese.
La posizione di Giorgia Meloni sul Board of Peace
Meloni ha spiegato che l’Italia è pronta a collaborare, ma il testo dello statuto del Board presenta elementi incompatibili con la Costituzione italiana, in particolare con l’articolo 11 che disciplina la cessione di sovranità nazionale solo in condizioni di parità tra Stati. “C’è un problema di costituzionalità, non ci consente di firmare domani, ci serve più tempo per un approfondimento tecnico”, ha dichiarato la premier, precisando che la sua posizione resta comunque di apertura e disponibilità al dialogo.
L’ostacolo principale riguarda quindi la tutela della sovranità nazionale e la conformità del Board alle norme costituzionali, un tema che è al centro delle valutazioni in corso da parte del governo italiano.
Il contesto internazionale e l’iniziativa di Donald Trump
L’iniziativa del Board of Peace è stata rilanciata da Donald Trump, rientrato alla presidenza degli Stati Uniti nel 2025 per il suo secondo mandato non consecutivo. Trump ha invitato 52 Paesi a partecipare a questo organismo multilaterale, finalizzato a promuovere la pace nella regione di Gaza. Ad oggi, solo una minoranza ha confermato la partecipazione, tra cui Marocco, Ungheria, Bielorussia, Kazakistan, Vietnam, Argentina, Israele, Canada e otto Paesi arabi come Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Giordania, Indonesia, Pakistan, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
L’iniziativa di Trump rappresenta un tentativo di ridefinire la diplomazia internazionale nel Medio Oriente, ma la cautela di alcuni Stati, tra cui l’Italia, evidenzia la complessità politica e giuridica che la proposta comporta.






