Washington, 9 febbraio 2026 – Ghislaine Maxwell, la complice di Jeffrey Epstein, ha confermato attraverso il suo avvocato che si avvarrà del diritto di non rispondere alle domande della Commissione di vigilanza della Camera degli Stati Uniti durante la deposizione prevista per oggi. Lo ha annunciato David Oscar Markus, legale di Maxwell, precisando che la sua assistita farà uso del quinto emendamento della Costituzione americana, che tutela dall’auto-incriminazione.
La deposizione a porte chiuse
L’interrogatorio si svolgerà a porte chiuse e segue una lunga serie di vicende giudiziarie che hanno visto Maxwell condannata a vent’anni di carcere per il suo ruolo nel reclutamento di minorenni da parte di Epstein, finanziere suicidatosi in carcere nel 2019. Attualmente detenuta nel penitenziario di Bryan, Texas, Maxwell gode di condizioni detentive considerate privilegiate rispetto alla media: dispone di una cella singola e ha accesso ad attività come pilates e pet therapy, come riportato da diverse fonti giornalistiche statunitensi.
La Commissione di vigilanza della Camera sta indagando sui legami di Epstein con figure di spicco dell’élite politica, economica e culturale americana. Nonostante l’interrogatorio, è previsto che Maxwell non risponderà a domande che potrebbero incriminarla, esercitando così il diritto costituzionale che le garantisce di non fornire testimonianze che potrebbero essere usate contro di lei.
Il ruolo di Ghislaine Maxwell nel caso Epstein
Maxwell, nata nel 1961 a Maisons-Laffitte, Francia, è stata riconosciuta colpevole nel 2022 di aver adescato decine di ragazze minorenni per Epstein tra il 1994 e il 2004. La sua relazione con il finanziere risale agli anni Novanta e per anni è stata la figura centrale nel circondario di Epstein, gestendo il suo staff e organizzando parte della sua vita privata. Dopo la morte di Epstein, Maxwell è stata arrestata nel 2020 e condannata per traffico sessuale di minori e altri reati connessi.
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