Monaco, 14 febbraio 2026 – Durante l’apertura della Conferenza di Monaco, il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha offerto una riflessione critica sull’epoca postbellica, definendo il trionfo del dopoguerra come una pericolosa illusione. Nel suo intervento, Rubio ha rimarcato come l’ottimismo di quel periodo abbia portato a concezioni errate sulle dinamiche internazionali e le relazioni tra le nazioni.
Marco Rubio, l’illusione del dopoguerra e la “fine della storia”
Marco Rubio ha sottolineato che l’entusiasmo per il successo del dopoguerra ha generato la convinzione di aver raggiunto la “fine della storia”, con l’idea che tutte le nazioni si sarebbero trasformate in democrazie liberali e che i legami commerciali avrebbero progressivamente sostituito i legami nazionali. Inoltre, si pensava che un ordine globale basato sulle regole avrebbe prevalso sull’interesse nazionale e che si sarebbe vissuti in un mondo senza confini, dove tutti sarebbero diventati cittadini del mondo.
Rubio ha definito queste concezioni come una “idea folle che ignorava la natura umana”, ammettendo che si è trattato di un errore collettivo. Ha richiamato la necessità di affrontare insieme questa realtà e di superare tali illusioni per il bene delle rispettive popolazioni.

Un impegno condiviso per un’Europa forte
Nell’ambito dello stesso evento, Marco Rubio ha evidenziato l’importanza della collaborazione transatlantica, affermando: “Siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Vogliamo che l’Europa sia forte”. Ha ribadito che il destino degli USA e dell’Europa è “intrecciato” e ha espresso la volontà di rafforzare i legami tra le due sponde dell’Atlantico.
Marco Rubio, primo latinoamericano a ricoprire la carica di segretario di Stato degli Stati Uniti, è in carica dal gennaio 2025 nella seconda amministrazione Trump. La sua esperienza politica, che include due mandati come senatore per la Florida e un passato da speaker della Camera dei rappresentanti della Florida, lo pone in una posizione di rilievo nel definire le strategie politiche statunitensi, in particolare in relazione all’Europa e al contesto globale.
La volontà di cambiamento del mondo
“Sotto la presidenza Trump, gli Stati Uniti d’America assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E mentre siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, è nostra preferenza e speranza farlo insieme a voi, nostri amici qui in Europa. Gli Stati Uniti e l’Europa, ci apparteniamo“. Lo ha detto il segretario di Stato USA Marco Rubio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Ha poi ribadito: “Non vogliamo che i nostri alleati siano deboli, perché questo ci renderebbe ancora più deboli. Vogliamo alleati che sappiano difendersi, in modo che nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva. Noi in America non abbiamo alcun interesse a essere custodi educati e ordinati del declino controllato dell’Occidente“.
Le critiche di Marco Rubio al ruolo dell’ONU nei conflitti globali
Il segretario di Stato ha evidenziato come nelle guerre di Gaza e Ucraina, così come nella gestione del programma nucleare iraniano e nella crisi venezuelana, l’ONU sia risultata sostanzialmente impotente. In particolare, Rubio ha affermato che nel conflitto a Gaza le Nazioni Unite non hanno saputo trovare una soluzione, mentre è stata la leadership americana a negoziare il rilascio dei prigionieri e a instaurare una fragile tregua. Analogamente, la pace in Ucraina non è stata raggiunta tramite l’azione dell’ONU, bensì grazie all’impegno diretto degli USA e dei loro partner internazionali.
Rubio ha poi ricordato che il contenimento del programma nucleare iraniano ha richiesto attacchi militari mirati con bombardieri B-2 americani, sottolineando come le Nazioni Unite non abbiano esercitato un’efficace pressione diplomatica. Anche nella crisi venezuelana, ha spiegato, solo l’intervento delle forze speciali statunitensi ha permesso di catturare il dittatore definito da Rubio “anarco-terrorista”, mentre l’ONU non ha saputo affrontare la minaccia.
La necessità di riforma e il futuro della cooperazione internazionale
Nonostante le critiche, Rubio ha ribadito che non si deve abbandonare l’architettura della cooperazione internazionale costruita dopo la Seconda guerra mondiale, ma che è indispensabile riformare e ricostruire le istituzioni globali, inclusa l’ONU, per renderle strumenti efficaci al servizio della pace e della sicurezza mondiale.
Nel suo intervento, il segretario di Stato ha inoltre sottolineato la volontà statunitense di rivitalizzare l’alleanza con i partner storici, evitando divisioni e puntando a una collaborazione più solida per affrontare le sfide comuni. Rubio ha definito il malessere sociale e politico che affligge molte società non come semplici cattive politiche, ma come un problema più profondo di disperazione e autocompiacimento, che richiede un rinnovato impegno collettivo.
Marco Rubio e controllo dei confini: una necessità di sovranità
Nel suo intervento, Rubio ha affrontato il tema dell’immigrazione di massa, definendola una sfida che sta “trasformando e destabilizzando le società occidentali“. Ha sottolineato che controllare i confini nazionali non è un atto di xenofobia o odio, ma una necessità fondamentale di sovranità nazionale. Non farlo, ha aggiunto, rappresenterebbe un’abdicazione ai doveri basilari verso i cittadini e una minaccia per la sopravvivenza stessa delle società occidentali.
Questa posizione si inserisce in un contesto globale di crescente pressione migratoria e insicurezza, dove la gestione delle frontiere è vista come un elemento cruciale per garantire la stabilità interna degli Stati.

Ucraina e diplomazia internazionale: incertezza sui negoziati con la Russia
Rubio ha inoltre risposto a una domanda sulla presunta serietà della Russia nei negoziati di pace sull’Ucraina, ammettendo che “non lo sappiamo ancora“. Ha precisato che gli USA e l’Europa continuano a esercitare pressioni su Mosca e che sono previsti ulteriori colloqui nelle prossime settimane, con progressi fatti finora, ma senza certezze definitive.
Recenti aggiornamenti indicano che il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e Rubio hanno avuto un confronto costruttivo sui passi da intraprendere per attuare gli accordi raggiunti tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump.
La partnership transatlantica come pilastro della politica estera
Rispondendo alle speculazioni sulla fine dell’era transatlantica, Rubio ha ribadito con fermezza che “la fine dell’era transatlantica non è né il nostro obiettivo né il nostro desiderio“. Ha ricordato che gli USA e l’Europa condividono radici profonde, valori comuni e una storia di sacrifici, sottolineando l’intenzione americana di lavorare insieme all’Europa per un nuovo secolo di prosperità.
Queste dichiarazioni rispecchiano la visione di una cooperazione transatlantica rinnovata e rafforzata, nonostante le sfide geopolitiche e le tensioni globali attuali.






