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Home Esteri

Magyar accusa il governo Orbán: “Distrutti file sulle sanzioni Ue contro la Russia”

Dopo la vittoria elettorale, Péter Magyar denuncia presunte irregolarità e distruzione di documenti sulle sanzioni Ue a Mosca, promettendo riforme e lotta alla corruzione

by Alessandro Bolzani
13 Aprile 2026
Magyar vince le elezioni in Ungheria

Magyar vince le elezioni in Ungheria | Credit Image: © Attila Husejnow/SOPA Images via ZUMA Press Wire - alanews

Budapest, 13 aprile 2026 – Dopo la sconfitta alle elezioni parlamentari ungheresi, si apre un nuovo capitolo nella politica di Budapest. Péter Magyar, leader del Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA), ha denunciato gravi irregolarità e atti di distruzione di documenti governativi, accusando il ministro degli Esteri uscente, Peter Szijjarto, e la squadra di Viktor Orbán di cancellare file relativi alle sanzioni europee contro la Russia. Le rivelazioni sono emerse nel corso della prima conferenza stampa di Magyar dopo la schiacciante vittoria elettorale che ha posto fine a 16 anni di governo Orbán.

Accuse di distruzione di documenti e tensioni politiche

Nel suo intervento a Budapest, Péter Magyar ha affermato che il ministro Szijjarto e il governo di Viktor Orbán avrebbero avviato la distruzione di documenti relativi alle sanzioni Ue contro Mosca, una mossa che, secondo l’oppositore, rifletterebbe la situazione politica odierna dell’Ungheria e ricorderebbe le pratiche di distruzione degli atti pubblici durante il regime comunista. “Stanno distruggendo documenti, questo non li aiuterà”, ha dichiarato con fermezza, sottolineando come questa azione metta in luce il contesto di crisi e di deriva autoritaria che ha caratterizzato gli ultimi anni sotto Orbán.

L’accusa si inserisce in un quadro di forti tensioni politiche interne, con Magyar che si è detto intenzionato a introdurre un emendamento costituzionale che limiti a due il numero di mandati per il primo ministro, norma che si applicherebbe anche retroattivamente e che escluderebbe Orbán da un possibile ritorno al potere. Nel corso della conferenza stampa, Magyar ha inoltre rivolto un duro attacco al presidente della Repubblica Tamás Sulyok, definendolo un “burattino” vicino al partito Fidesz e chiedendone le dimissioni per il suo presunto ruolo nel permettere “il saccheggio” del Paese e nel non intervenire su gravi temi di corruzione e abuso.

La nuova leadership di Magyar

Dalla vittoria elettorale emerge un cambio di passo nella politica ungherese. Péter Magyar ha chiarito la volontà del nuovo governo di adottare un approccio più costruttivo nei confronti dell’Unione Europea. “In Europa saremo costruttivi, cercheremo compromessi”, ha affermato, evidenziando come l’Ue sia un’organizzazione complessa e burocratica, ma che l’Ungheria non intende più opporsi semplicemente per contrarietà a Bruxelles, come avvenuto in passato con l’amministrazione Orbán.

Il vincitore delle elezioni ha annunciato che i risultati definitivi saranno confermati entro il 4 maggio e ha chiesto al presidente Sulyok di convocare il nuovo Parlamento al più presto, auspicando la formazione rapida di un governo che rappresenti “tutti gli ungheresi”. Tra le prime misure annunciate vi sarà un’azione anti-corruzione decisa, con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio tra i poteri e rafforzare lo stato di diritto nel Paese.

Sul piano internazionale, Magyar ha riferito di aver già avviato contatti con i leader europei, compresa una conversazione con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, per sbloccare i fondi Ue congelati a causa delle dispute sullo stato di diritto con l’esecutivo precedente. “L’Ungheria appartiene all’Europa, lavoreremo per un Paese libero, indipendente e sovrano”, ha ribadito l’eurodeputato, sottolineando l’importanza di riprendere il dialogo e la cooperazione con Bruxelles.

Intanto, il Cremlino ha annunciato che non invierà congratulazioni a Magyar, definendo l’Ungheria un “Paese non amico” per il suo sostegno alle sanzioni contro Mosca. Il portavoce Dmitry Peskov ha inoltre commentato che il rapporto tra Vladimir Putin e Viktor Orbán non è mai stato un’amicizia, ma solo un dialogo pragmatico.

Tags: Peter Magyarprima paginaUngheriaViktor Orbán

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