Parigi, 24 febbraio 2026 – A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, il presidente francese Emmanuel Macron ha tracciato un bilancio netto e severo: la guerra rappresenta un triplice fallimento per la Russia, sotto i profili militare, economico e strategico. In un messaggio pubblicato sul social X, Macron ha ribadito il sostegno incondizionato della Francia e dell’Europa all’Ucraina, evidenziando i numeri drammatici e le conseguenze profonde di un conflitto che continua a segnare il continente.
Il fallimento militare russo e le perdite umane
Macron ricorda come il Cremlino avesse promesso una rapida conquista dell’Ucraina, che invece si è rivelata un’illusione: solo l’1% del territorio ucraino è stato conquistato, e Kiev è riuscita persino a riconquistare alcune aree. La resistenza ucraina appare tenace nonostante il costo umano altissimo: oltre 15.000 civili ucraini uccisi e migliaia di bambini strappati alle loro famiglie.
Dall’altra parte, la Russia ha subito perdite senza precedenti, con oltre 1,2 milioni di soldati feriti o uccisi, il bilancio più alto di vittime militari russe dalla Seconda Guerra Mondiale. Di fronte a queste difficoltà, il Cremlino ha iniziato a reclutare combattenti dal continente africano, spesso privi di addestramento adeguato.
Four years ago, Europe awoke to the sound of Russian bombs falling on Ukraine.
Four years of a war of aggression chosen by Russia, in blatant defiance of international law, of a people’s sovereignty, and of human life.
Four years of cities struck,…
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) February 24, 2026
Conseguenze strategiche ed economiche
Secondo Macron, la guerra ha avuto effetti devastanti anche sul piano strategico ed economico per la Russia. L’operazione ha rafforzato invece la NATO, cui Mosca mirava a bloccare l’espansione, e ha unito i Paesi europei, che la Russia sperava invece di indebolire. Il conflitto ha inoltre messo in luce la fragilità di un modello di imperialismo ormai obsoleto. Nel frattempo, l’Unione Europea ha confermato il proprio impegno verso Kiev, garantendo un prestito da 90 miliardi di euro per sostenere il finanziamento prevedibile della difesa ucraina nei prossimi due anni, nonostante alcune resistenze politiche come il veto ungherese.
La situazione sul terreno resta complessa e tesa, con l’intelligence occidentale che valuta improbabile, ma non da escludere, l’uso di armi nucleari da parte di Mosca. In risposta, diversi Paesi europei – tra cui Italia, Germania, Austria e Danimarca – hanno convocato gli ambasciatori russi per manifestare la loro ferma opposizione alle azioni di Mosca e ribadire il sostegno all’Ucraina.
Nelle parole di Macron, rivolgendosi direttamente ai cittadini ucraini: «Pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina».






