Caracas, 8 gennaio 2026 – Nel contesto delle tensioni politiche venezuelane, si riaccende il dialogo tra due figure di spicco: la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado e il 47º Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, recentemente rieletto e in carica dal 2025. La venezuelana, insignita del premio Nobel per la pace nel 2025, ha espresso un gesto di riconoscimento senza precedenti: la volontà di cedere simbolicamente il suo premio a Trump, ritenendo che il presidente statunitense abbia meritato tale onore più di lei, soprattutto per il suo ruolo nella crisi venezuelana.

María Corina Machado e la lotta per la democrazia in Venezuela
María Corina Machado, deputata dell’Assemblea nazionale venezuelana dal 2011 al 2014 e fondatrice del movimento politico Vente Venezuela, è una figura centrale nell’opposizione al regime di Nicolás Maduro. Nonostante le pesanti restrizioni imposte dal governo, tra cui la sua inabilitazione politica per quindici anni nel 2023, Machado ha continuato a sostenere con fermezza la necessità di una transizione democratica nel suo paese. Nel 2025 ha ricevuto riconoscimenti internazionali significativi, tra cui il premio Václav Havel per i diritti umani e il premio Sacharov del Parlamento europeo, culminando con il Nobel per la pace. Durante un’intervista a Fox News con Sean Hannity, Machado ha dichiarato di aver telefonato a Trump il 10 ottobre 2025, giorno dell’annuncio del premio, per esprimere gratitudine per il suo ruolo decisivo nella lotta contro il regime narcoterrorista di Maduro.
Donald Trump, un presidente controverso al centro della scena internazionale
Donald John Trump, 77 anni, è tornato alla Casa Bianca nel 2025 dopo un primo mandato dal 2017 al 2021. Leader del Partito Repubblicano e noto imprenditore con un patrimonio stimato di circa 5,9 miliardi di dollari, Trump ha mantenuto posizioni politiche populiste e nazionaliste, influenzando la politica estera americana e mondiale. La sua amministrazione ha rafforzato il sostegno agli oppositori venezuelani e ha assunto un ruolo attivo nel contrasto al regime di Caracas, azioni che Machado definisce «storiche» per la libertà e la dignità umana. Il presidente Usa ha inoltre rilanciato iniziative strategiche come la possibile acquisizione della Groenlandia, sottolineando l’importanza geopolitica ed energetica dell’isola artica per la sicurezza nazionale americana.
Il riconoscimento di Machado: un Nobel per Trump
Nel corso dell’intervista, Machado ha spiegato che il premio Nobel per la pace ricevuto non è solo un riconoscimento personale, ma un tributo a un processo storico che vede Trump protagonista nella difesa dei valori democratici in America Latina. «Il 3 gennaio 2026 passerà alla storia come il giorno in cui la giustizia ha sconfitto la tirannia», ha affermato. Machado ha inoltre espresso il desiderio di consegnare personalmente il premio a Trump, sottolineando che un Venezuela libero sarà un alleato strategico per gli Stati Uniti, capace di trasformare la regione in un hub energetico e di sicurezza. Questo gesto simboleggia un’alleanza politica e morale che travalica le differenze, unendo visioni convergenti sulla necessità di riportare lo stato di diritto e la prosperità nel continente.






