New York, 30 gennaio 2026 – La giudice Margaret M. Garnett ha preso una decisione significativa nel processo a carico di Luigi Mangione, il 27enne accusato per l’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson. Due delle quattro accuse iniziali sono state respinte, escludendo così la possibilità che Mangione venga condannato alla pena di morte.
Luigi Mangione: la decisione del giudice Garnett e le implicazioni processuali
La sentenza della giudice Garnett rappresenta una vittoria importante per la difesa di Mangione, che ha sostenuto come lo stalking non possa essere considerato un crimine violento e quindi non configurare una base valida per richiedere la pena capitale. Di conseguenza, il 27enne rischia al massimo una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, qualora venga riconosciuto colpevole.
Gli avvocati di Mangione avevano inoltre contestato la legalità della perquisizione effettuata al momento dell’arresto, chiedendo l’esclusione delle prove rinvenute nello zaino del loro assistito. La giudice, tuttavia, ha ammesso al processo tali prove, rigettando la tesi difensiva secondo cui la perquisizione sarebbe stata illegittima per mancanza di mandato.
I fatti e il contesto dell’accusa
Luigi Mangione è accusato dell’omicidio di Brian Thompson, ucciso a New York il 4 dicembre 2024. L’arresto è avvenuto dopo una caccia all’uomo durata cinque giorni, culminata in Pennsylvania. Tra le accuse iniziali figuravano anche reati federali gravi, tra cui l’omicidio di primo grado in connessione con atti di terrorismo, ma alcune di queste sono state successivamente respinte.
La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e polemiche, con parte dell’opinione pubblica divisa tra condanna e simpatia nei confronti di Mangione, che secondo alcuni avrebbe agito contro le pratiche criticate delle compagnie di assicurazione sanitaria. Tuttavia, la decisione della giudice Garnett ha chiarito che, anche in caso di condanna, Mangione non sarà soggetto alla pena di morte, bensì a una pena detentiva massima che esclude la possibilità di rilascio anticipato.






