Tripoli, 25 marzo 2026 – La Libia ha ufficialmente avviato la fase più delicata dell’operazione di messa in sicurezza della metaniera russa Arctic Metagaz, rimasta danneggiata e alla deriva nel Mediterraneo centrale a seguito di un incendio che ne ha compromesso la struttura. Le autorità libiche hanno confermato che la nave è stata raggiunta, assicurata e agganciata in modo stabile per il traino verso una zona ritenuta idonea, al largo di Zuwarah, nel tentativo di evitare un pericoloso avvicinamento alla costa occidentale del Paese.
Coordinamento tra Tripoli e Mosca per la gestione dell’emergenza
Il ministro degli Esteri ad interim libico, Taher al Baour, ha incontrato l’ambasciatore russo a Tripoli, Aydar Aganin, per discutere gli sforzi congiunti della National Oil Corporation, dell’Autorità portuale e del trasporto marittimo. L’obiettivo è la gestione della nave e la minimizzazione dei rischi ambientali causati dalla presenza a bordo di circa 450 tonnellate di olio pesante, 250 tonnellate di diesel e una quantità non precisata di gas naturale liquefatto (GNL). Le autorità libiche hanno sottolineato che tutti i 30 membri dell’equipaggio sono stati evacuati in sicurezza dopo i danni subiti dall’imbarcazione.
Sul fronte operativo, il Centro di coordinamento ricerca e soccorso della Guardia costiera libica sovrintende l’intervento, supportato da un rimorchiatore specializzato collegato ai campi petroliferi regionali. Inoltre, la zona franca di Misurata ha inviato un team specializzato a bordo del rimorchiatore Assumud per rafforzare le capacità di contenimento e garantire la sicurezza della navigazione.
Contesto e rischi ambientali dell’Arctic Metagaz
L’Arctic Metagaz è una metaniera russa di 277 metri di lunghezza, con una capacità di carico di 138.000 m³ di GNL, entrata in servizio nel 2003. Dopo essere stata danneggiata nella notte del 3 marzo da una serie di esplosioni – attribuite da Mosca a un attacco con droni navali ucraini, ipotesi non confermata da Kiev – la nave è rimasta alla deriva tra Malta e la Libia. Il suo carico, unitamente ai carburanti di bordo, rappresenta una minaccia ambientale significativa per il Mediterraneo centrale.
Il governo italiano, attraverso una riunione a Palazzo Chigi presieduta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha espresso la piena collaborazione con le autorità maltesi e libiche, assicurando il monitoraggio costante della situazione e la disponibilità a fornire supporto operativo, in attesa delle decisioni delle autorità di La Valletta. Le autorità maltesi hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche intorno alla nave, che si trova attualmente nella zona SAR maltese.
L’attenzione rimane alta per la gestione di una situazione che coinvolge interessi energetici e ambientali di rilievo nel Mediterraneo, e che si inserisce in un contesto geopolitico complesso legato alle tensioni tra Russia, Ucraina e i paesi dell’area.






