Beirut, 2 aprile 2026 – Continua a salire il bilancio delle vittime in Libano a causa della guerra in corso tra Israele e il paese dei Cedri. Secondo il ministero della Salute libanese, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 27 morti e 105 feriti a seguito degli attacchi aerei israeliani. Dall’inizio del conflitto, il numero complessivo delle persone uccise ha raggiunto quota 1.345.
Attacchi aerei e crisi umanitaria nel sud del Libano
Tra le vittime di oggi figura un membro del comune di Zebdin, nel Libano meridionale, che è stato ucciso insieme alla sua famiglia in un bombardamento che ha colpito un edificio di quattro piani. Le regioni di Hasbaiyya, Marjayoun, Chebaa e Arkoub, sempre nel sud del Libano, stanno soffrendo continui blackout dovuti ai raid aerei israeliani che hanno danneggiato la rete elettrica locale. Questi attacchi si inseriscono in una guerra che sta causando un’emergenza umanitaria senza precedenti, con oltre un milione di sfollati, ovvero quasi una persona su cinque della popolazione libanese, costretti ad abbandonare le proprie case. Molte famiglie vivono attualmente in condizioni precarie, spesso senza un riparo adeguato.
La dinamica del conflitto e il confronto regionale
Israele ha annunciato un’operazione di terra per colpire definitivamente Hezbollah, la milizia sciita libanese, che aveva già subito pesanti perdite nel conflitto del 2024. Tuttavia, gli attacchi colpiscono anche numerosi civili, complicando ulteriormente la situazione. Il governo israeliano ha imposto l’evacuazione di ampie aree nel sud del Libano, fino a 40 chilometri dal confine, includendo importanti centri urbani come Tiro e Nabatieh. L’ordine di evacuazione è la più vasta dal conflitto del 2006.
Le tensioni si inseriscono in un contesto regionale complesso, dove lo scontro tra Iran e Israele gioca un ruolo chiave. Gli attacchi missilistici con bombe a grappolo, difficili da intercettare, continuano a rappresentare una minaccia per le città israeliane, mentre l’esercito israeliano si trova sotto pressione nel fronteggiare una guerra su più fronti. La strategia israeliana punta a indebolire Hezbollah, ma allo stesso tempo mette in evidenza le fragilità dello Stato libanese, incapace di controllare i gruppi armati autonomi presenti sul proprio territorio.






