Il Libano avrebbe chiesto all’amministrazione di Donald Trump di mediare colloqui di pace diretti con Israele per porre fine ai combattimenti lungo il confine meridionale. La notizia, riferita dal giornalista Barak Ravid durante un collegamento dagli Stati Uniti con l’emittente israeliana Channel 12, arriva mentre sul terreno cresce la tensione militare. Israele ha infatti rafforzato la propria presenza nel Libano meridionale e sta valutando l’ampliamento della zona cuscinetto al confine, mentre Beirut ammette di non essere in grado di impedire eventuali attacchi da parte di Hezbollah.
L’iniziativa diplomatica
Secondo le informazioni riportate da Channel 12, il governo libanese avrebbe chiesto a Washington di assumere il ruolo di mediatore per avviare negoziati diretti con Israele. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di raggiungere un accordo che metta fine agli scontri lungo la frontiera e riduca il rischio di un’escalation su larga scala.
Gli Stati Uniti restano infatti uno dei pochi attori internazionali con la capacità di dialogare sia con Israele sia con il governo di Beirut. Tuttavia, la situazione appare complessa: il governo libanese avrebbe informato Israele, tramite canali diplomatici statunitensi, di non essere in grado di controllare o impedire eventuali attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano.
Questo elemento rappresenta uno dei principali ostacoli a qualsiasi intesa, considerando che il movimento sciita libanese mantiene una forte autonomia militare e politica rispetto alle istituzioni statali.
Israele rafforza la presenza militare nel sud del Libano
Nel frattempo, Israele continua a rafforzare la propria presenza militare lungo il confine settentrionale. L’esercito israeliano ha annunciato che la 36ª divisione si è unita alle forze già operative nel Libano meridionale.
Durante la notte, unità corazzate israeliane hanno condotto un raid contro posizioni nell’area di Rav a-Taltin. Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, il numero delle truppe schierate nella zona è stato raddoppiato, raggiungendo un totale di undici battaglioni.
Parallelamente, il notiziario dell’emittente pubblica Kan ha riferito che Israele starebbe discutendo con l’amministrazione statunitense l’ipotesi di ampliare significativamente la zona cuscinetto nel sud del Libano, una misura che avrebbe l’obiettivo di aumentare la distanza tra le forze israeliane e le postazioni di Hezbollah.
Il tema è stato al centro anche di una riunione sulla sicurezza convocata dal primo ministro Benjamin Netanyahu. All’incontro hanno partecipato il ministro della Difesa Israel Katz e alti funzionari militari e della sicurezza. È stato invitato anche Ron Dermer, ex ministro delle Relazioni Strategiche e uno dei più stretti consiglieri del premier.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, Tel Aviv avrebbe inoltre inviato un messaggio di avvertimento al governo libanese chiedendo di “prendere il controllo della situazione”. Una richiesta che Beirut, almeno per ora, sembra non essere in grado di soddisfare.






