Vienna, 20 gennaio 2026 – La centrale nucleare di Chernobyl ha perso ogni fonte di alimentazione esterna, a seguito di un’intensa attività militare che ha colpito diverse sottostazioni elettriche ucraine fondamentali per la sicurezza nucleare. Lo ha comunicato oggi tramite il suo account X il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi.
Perdita dell’alimentazione esterna e attivazione dei generatori di emergenza
Secondo Grossi, non solo la centrale di Chernobyl (ChNpp) ha subito l’interruzione completa dell’alimentazione elettrica esterna, ma anche le linee elettriche che alimentano altre centrali nucleari ucraine sono state colpite. L’AIEA sta monitorando attivamente la situazione per valutarne l’impatto sulla sicurezza nucleare.
Fonti dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN) spiegano che i generatori diesel di emergenza presenti in tutte le centrali nucleari, incluso Chernobyl, sono entrati in funzione, garantendo l’alimentazione necessaria per i servizi essenziali. Questi sistemi sono progettati per intervenire automaticamente in caso di perdita di corrente esterna e sono ospitati in edifici bunker protetti da attacchi esterni.
In particolare, a Chernobyl, dove i quattro reattori sono stati spenti tra il 2000 e gli anni precedenti, il calore residuo da decadimento radioattivo è ormai basso. Per questo motivo, anche l’eventuale interruzione del sistema di raffreddamento non rappresenta al momento un pericolo immediato, come confermato da precedenti valutazioni dell’AIEA.
Contesto e situazione attuale dell’impianto di Chernobyl
Va ricordato che l’impianto è sotto la supervisione diretta dell’AIEA da decenni e dispone di sistemi di monitoraggio costanti. Nonostante la situazione di vulnerabilità causata dal conflitto, i livelli di radioattività nella zona di Chernobyl rimangono nella norma.
Recentemente, la centrale ha subito danni indiretti causati da attacchi con droni che hanno compromesso il rivestimento del Nuovo Confinamento Sicuro (NSC) sul reattore 4, ma senza generare rilasci radioattivi o danni strutturali irreversibili. Le autorità ucraine e l’AIEA continuano a collaborare per la manutenzione e la sicurezza dell’impianto, che resta un sito sensibile e oggetto di continua attenzione internazionale.






