Roma, 30 gennaio 2026 – La Svizzera, tradizionalmente neutrale e non appartenente a alleanze militari come la NATO o l’Unione Europea, ha annunciato un significativo rafforzamento del proprio apparato di difesa nazionale. Di fronte a un contesto geopolitico sempre più incerto, il governo elvetico ha deciso di finanziare questo potenziamento tramite un aumento temporaneo dell’IVA.
Aumento dell’IVA in Svizzera per finanziare la Difesa
Il Consiglio federale svizzero ha reso noto che saranno necessari circa 31 miliardi di franchi per potenziare le capacità sia degli organi civili impegnati nella sicurezza sia dell’esercito. Per reperire queste risorse, si prevede un incremento temporaneo dell’IVA di 0,8 punti percentuali da applicare per un decennio a partire dal 2028. Tale misura dovrà essere definita entro marzo, quando il Dipartimento federale della difesa presenterà un progetto che sarà sottoposto a consultazione e, successivamente, al Parlamento. L’iter legislativo prevede una possibile votazione referendaria nell’estate del 2027. In caso di approvazione, l’aumento dell’IVA entrerà in vigore il 1º gennaio 2028.
Attualmente la spesa militare svizzera si attesta allo 0,7% del PIL, meno della metà della media europea. Le tensioni legate al conflitto in Ucraina e la nuova postura statunitense in tema di sicurezza, soprattutto sotto l’amministrazione Trump, hanno spinto le autorità a impegnarsi per portare tale percentuale all’1% entro il 2032. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene che questo obiettivo non sia sufficiente, considerando anche l’aumento dei costi per l’armamento, stimati fino al 40% a causa di rincari e maggiore domanda.
Dibattito politico e opposizioni interne
La proposta di aumento dell’IVA ha scatenato un acceso dibattito politico all’interno della Confederazione. Alcuni partiti come l’Unione Democratica di Centro (UDC) e il Partito Liberale Radicale si oppongono alla misura, sostenendo che il potenziamento della difesa non debba gravare sui cittadini tramite un incremento fiscale. Al contrario, l’Alleanza del Centro appare più possibilista. Il Partito Socialista, invece, definisce l’aumento dell’IVA una misura irresponsabile, mentre i Verdi lo giudicano “assolutamente inaccettabile”.
La Svizzera rimane quindi un esempio di democrazia diretta e di federalismo, con una società che, pur multilingue e multiculturale, mantiene un forte senso di identità nazionale fondato sulla neutralità e sul coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni politiche. L’iter per l’approvazione dell’aumento fiscale sarà un test cruciale per l’equilibrio tra sicurezza nazionale e consenso popolare.






