Berlino, 7 febbraio 2026 – Si è svolta oggi a Berlino una manifestazione di grande rilievo davanti alla Porta di Brandeburgo, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone a sostegno del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI). Sul palco è intervenuta in farsi la leader del NCRI, Maryam Rajavi, che ha rilanciato con fermezza il messaggio della resistenza iraniana: “nessun appeasement”, nessuna guerra o intervento straniero, ma un deciso cambiamento di regime con il ritorno della sovranità al popolo iraniano.
Il discorso di Maryam Rajavi: un futuro democratico per l’Iran
Maryam Rajavi ha delineato la visione per un Iran futuro come repubblica democratica, basata sulla netta separazione tra religione e Stato, sull’autonomia delle nazionalità e sulla rinuncia al programma nucleare. La costituzione di questo nuovo Stato sarà redatta da un’assemblea costituente eletta entro sei mesi dal rovesciamento del regime attuale. Tra i punti cardine indicati dalla leader del NCRI vi sono la libertà, la partecipazione paritaria delle donne alla leadership e la giustizia per tutti, con un’attenzione particolare ai diritti delle popolazioni curde, baluche, turkmene e arabe.
La resistenza iraniana, ha sottolineato Rajavi, non accetta né la teocrazia né la monarchia, ma rivendica una democrazia autentica, sostenuta anche da una crescente mobilitazione interna e da migliaia di messaggi di sostegno provenienti dall’Iran.
Sostegno internazionale e critiche all’appeasement occidentale
Tra i sostenitori presenti o rappresentati figurano personalità di rilievo come l’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo, che ha ribadito il sostegno al progetto di Rajavi e criticato il regime iraniano definendolo un covo di terrorismo. Pompeo ha inoltre sottolineato come gli iraniani rifiutino la tirannia religiosa e monarchica, chiedendo una democrazia piena e partecipativa. Dal palco è intervenuto anche Michel, che ha denunciato la brutalità del regime dei Mullah e la sua crescente fragilità, minacciata dalla stessa popolazione iraniana.
L’ex presidente del Consiglio europeo ha evidenziato la differenza tra il movimento di resistenza guidato da Rajavi e le iniziative del figlio dello Shah, Reza Pahlavi, accusato di inscenare un falso sostegno con campagne social finanziate. Ha chiesto inoltre che solo il popolo iraniano possa decidere il proprio futuro, rigettando qualsiasi tentativo di ingerenza esterna.
Un altro elemento critico segnalato da Rajavi è la politica occidentale di appeasement nei confronti del regime di Teheran, che, a suo giudizio, incoraggia il regime a perseverare nelle proprie azioni oppressive. In risposta, la leader ha voluto onorare la memoria del senatore americano Joe Lieberman, che ha definito il regime iraniano criminale e ha sostenuto il diritto del popolo iraniano a ribellarsi.
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