Milano, 12 gennaio 2026 – Al centro dell’attenzione c’è ancora la Groenlandia, in particolare l’offerta che la Danimarca, proprietaria dell’isola, farà agli USA per una collaborazione economica dopo le forti dichiarazioni di “annessione” da parte di Donald Trump.
Il vertice Usa-Danimarca e la pressione di Trump sulla Groenlandia
Mercoledì 14 gennaio il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà i vertici del governo danese. Non sono ancora stati resi noti né il luogo dell’incontro né i nomi ufficiali dei partecipanti per la Danimarca, anche se è possibile la presenza del ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen e di un rappresentante dell’esecutivo autonomo della Groenlandia. Al centro del colloquio ci sarà infatti il futuro della grande isola artica, territorio speciale sotto sovranità danese.
La questione è tornata sotto i riflettori per le dichiarazioni di Donald Trump, che continua a non escludere “alcuna opzione“, compresa quella di un intervento militare, per ottenere il controllo della regione. Di fronte a queste pressioni, la premier danese Mette Frederiksen ha deciso di abbandonare la linea dello sdegno per adottare un approccio più pragmatico, puntando su una proposta in grado di disinnescare le tensioni con la Casa Bianca.

Basi militari e cooperazione economica: la proposta danese
Il punto di partenza della strategia di Copenaghen è l’accordo per la difesa della Groenlandia firmato da Stati Uniti e Danimarca nel 1951. L’intesa riconosce la presenza di un unico presidio militare americano, la Thule Air Base, oggi Pituffik, dedicata alla sorveglianza spaziale, ma consente l’ampliamento della presenza armata statunitense previo accordo con le autorità danesi e groenlandesi. Durante la Guerra Fredda, il Pentagono ha già costruito altre basi sull’isola, una delle quali è stata scoperta di recente sotto una calotta di ghiaccio spessa trenta metri.
Ripartendo da questo quadro, la Danimarca si dichiara pronta ad accettare fino a dieci nuove basi statunitensi. L’iniziativa è sostenuta dal Segretario generale della Nato, Mark Rutte, che starebbe promuovendo un progetto di sicurezza dell’Artico condiviso da tutti i membri dell’Alleanza Atlantica. Restano però aperti i nodi relativi alla ripartizione dei costi di costruzione e gestione delle infrastrutture, mentre il comando operativo verrebbe affidato agli USA, attraverso il Joint Force Command di Norfolk, in Virginia.
Parallelamente, il governo Frederiksen intende proporre a Rubio un rafforzamento della cooperazione economica tra USA e Groenlandia, facendo riferimento alla Dichiarazione congiunta firmata il 6 agosto 2004. Il documento individua diversi ambiti di collaborazione, tra cui ricerca, tecnologia, energia, ambiente, istruzione, sviluppo, turismo e traffico aereo, senza che finora siano emersi risultati concreti. Tuttavia, questa cornice giuridica permetterebbe un rapido accesso degli investimenti e delle imprese americane alle risorse strategiche dell’isola, come le terre rare e il petrolio, potenzialmente di grande interesse per l’economia statunitense.






