Roma, 6 aprile 2026 – La compagnia statale dell’Iraq per il commercio del petrolio, Somo, ha ufficialmente comunicato ai propri acquirenti la possibilità di caricare e trasportare il greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, grazie a un’esenzione concessa da Teheran sugli attacchi nella zona, come riportato da Bloomberg.
La ripresa dei flussi petroliferi attraverso Hormuz
In una lettera inviata agli operatori, Somo ha precisato che i terminal di carico sono “pienamente operativi” e ha invitato a programmare le operazioni di carico, la partenza delle imbarcazioni e i quantitativi richiesti. Questa comunicazione arriva dopo che, subito dopo l’annuncio iraniano, la petroliera Ocean Thunder, carica di greggio iracheno, ha attraversato con successo lo stretto strategico, segnando un primo segnale concreto di normalizzazione nelle rotte di esportazione.
Tuttavia, permangono alcune perplessità tra gli acquirenti asiatici, che rilevano incertezze sulle condizioni di sicurezza lungo il percorso e sull’eventuale impiego di navi irachene per scortare le petroliere.
Le ricadute sul mercato e le esportazioni dell’Iraq
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha provocato a marzo un crollo del 97% nelle esportazioni petrolifere irachene via mare, costringendo Baghdad a fare affidamento su un oleodotto di capacità limitata che attraversa la Turchia. La riapertura della via marittima rappresenta dunque una svolta significativa per la ripresa delle esportazioni energetiche irachene e potrebbe influire positivamente sul mercato globale del petrolio, ancora segnato dalla volatilità dovuta al conflitto regionale.
La petroliera Ocean Thunder, battente bandiera panamense e costruita nel 2009, è attualmente in navigazione verso il porto di Pengerang in Malesia, confermando l’attività commerciale in corso lungo questa rotta.
Le tensioni nel Golfo Persico, tuttavia, restano alte e l’evoluzione della situazione sarà monitorata con attenzione, dato il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz nel trasporto energetico globale.
Per approfondire: Petrolio in risalita: l’effetto delle parole di Trump sull’Iran






