Roma, 14 febbraio 2026 – Andrius Kubilius, Commissario europeo alla Difesa, ha rilanciato l’importanza di rafforzare le capacità militari europee in un contesto di crescente instabilità e mutamenti nella strategia difensiva globale. In un’intervista a La Repubblica, Kubilius ha sottolineato la necessità di un approccio più coeso e strutturato per garantire la sicurezza del continente.
Kubilius, proposta di un Consiglio di sicurezza europeo
Kubilius ha evidenziato come la difesa sia tradizionalmente una prerogativa nazionale, ma ha ribadito che i tempi richiedono un cambio di passo: “Dobbiamo diventare più uniti”. Il commissario ha spiegato che, mentre l’articolo 5 del Trattato NATO rappresenta ancora un vincolo forte, la nuova Strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti prevede un ridimensionamento delle risorse militari in Europa, concentrando gli sforzi sul proprio emisfero occidentale. Questa realtà impone all’Europa di essere pronta a colmare il vuoto con una propria forza.
In tale ottica, Kubilius ha proposto la creazione di un Consiglio di sicurezza europeo, un’idea già avanzata in passato da Angela Merkel e Emmanuel Macron. Secondo il Commissario, tale organismo dovrebbe essere formato da membri permanenti – Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia, con possibile inclusione del Regno Unito – affiancati da rappresentanti a rotazione degli altri Paesi membri, oltre ai vertici istituzionali dell’Unione Europea. Questo consiglio avrebbe il compito di garantire una strategia di difesa condivisa, più efficace e tempestiva, in grado di affrontare le minacce attuali.
Una forza militare europea per la reazione rapida
Kubilius ha precisato che la sua visione non contempla un esercito europeo che sostituisca le forze nazionali, ma una forza militare composta da 80mila-100mila soldati che possa assumere un ruolo centrale nella difesa europea, fungendo da “spina dorsale” per la sicurezza del continente. Questa forza dovrebbe essere pronta a intervenire rapidamente, sostituendo le truppe e le risorse che gli USA potrebbero spostare altrove.
Sul fronte delle minacce, Kubilius ha indicato la Russia come il principale pericolo per l’Europa: “Anche nel caso si raggiungesse una pace in Ucraina, Putin continuerà con la sua economia di guerra e potrebbe essere pronto ad attaccarci nei prossimi anni, persino già dal prossimo anno”.
L’intervento di Kubilius arriva nel contesto della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove si discute della necessità di una nuova architettura difensiva europea, che tenga conto dei cambiamenti geopolitici e della crescente autonomia richiesta dall’Unione in materia di sicurezza e difesa.






