Kiev, 20 gennaio 2026 – Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha reso noto che circa 600mila persone hanno lasciato la capitale ucraina nell’arco di dieci giorni. La massiccia evacuazione segue il suo appello del 9 gennaio, in risposta a una serie di attacchi russi contro infrastrutture energetiche critiche della città.
Kiev, massiccia evacuazione per il freddo e i danni alle infrastrutture
In un’intervista all’agenzia AFP, Klitschko ha spiegato che i raid con droni e missili russi hanno compromesso gravemente l’erogazione di energia elettrica, acqua e riscaldamento in diverse zone di Kiev. La situazione è diventata particolarmente critica a causa delle temperature rigide, scese fino a -20 °C.
“Oltre mezzo milione di residenti ha risposto al mio appello a trasferirsi temporaneamente per proteggersi dalle condizioni difficili”, ha dichiarato il sindaco, che guida la città dal 2014 e che è noto anche per la sua passata carriera da pugile professionista.

Ripristino parziale dei servizi essenziali
Nonostante le difficoltà, gli operatori dei servizi pubblici sono riusciti a fornire nuovamente riscaldamento a oltre 1.600 edifici residenziali nella capitale, secondo quanto comunicato dallo stesso Klitschko. Tuttavia, la situazione rimane complessa: altri 4.000 edifici continuano a essere privi di riscaldamento, a causa dei ripetuti danni alle infrastrutture causati dagli attacchi. Il sindaco ha sottolineato che molti di questi edifici stanno subendo il collegamento ai servizi per la seconda volta in poche settimane, a seguito dei gravi danni del 9 gennaio.
Vitali Klitschko, oltre ad essere sindaco di Kiev dal 2014, è una figura di rilievo per la città e per l’Ucraina: ex campione mondiale di pugilato, è conosciuto per il suo impegno civico e politico, soprattutto in tempo di crisi. La sua leadership è stata determinante nel coordinare la risposta della capitale alle difficoltà causate dal conflitto in corso, che continua a influenzare profondamente la vita quotidiana dei kievani.






