Roma, 17 gennaio 2026 – Ali Khamenei, Guida suprema iraniana, ha rivolto durissime accuse a Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, ritenendolo responsabile delle vittime registrate in Iran durante le recenti proteste. Nel corso della festività islamica dell’Eid al-Mab’ath, l’ayatollah ha dichiarato tramite il suo profilo ufficiale su X che il leader statunitense è colpevole delle morti, dei danni e delle calunnie rivolte contro la nazione iraniana. Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran, ha affermato che le autorità devono spezzare la schiena ai sediziosi.

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti: il ruolo di Trump
Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche internazionali, il presidente americano Donald Trump aveva pianificato un attacco militare contro l’Iran, ordinando al Pentagono di prepararsi per un’azione che sarebbe dovuta avvenire mercoledì scorso. Tuttavia, l’ordine finale non è mai stato impartito, a causa di divergenze all’interno dell’amministrazione americana e della mancanza di asset militari adeguati nell’area. Inoltre, Israele e vari paesi arabi hanno esercitato pressioni affinché l’attacco venisse sospeso, temendo un’escalation del conflitto.
Trump ha poi spiegato di aver preso da solo la decisione di non procedere con l’attacco, sottolineando come l’annullamento di oltre 800 impiccagioni in Iran abbia avuto un impatto significativo sulla sua scelta. In un messaggio sui social, l’ex presidente ha espresso rispetto per la decisione iraniana, ringraziando per la sospensione delle esecuzioni.
Khamenei tra dialoghi e pressioni internazionali
In parallelo, si è registrata una intensa attività diplomatica: Trump ha avuto almeno due conversazioni telefoniche con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere della situazione in Iran. Durante la prima telefonata, Netanyahu avrebbe chiesto a Trump di rimandare l’eventuale attacco per consentire a Israele di prepararsi, segno dell’importanza strategica attribuita alla vicenda nella regione mediorientale.
L’attuale clima di tensione riflette una complessa interazione di fattori internazionali, con l’Iran al centro di un delicato equilibrio geopolitico. Le parole di Khamenei e le decisioni di Trump testimoniano la persistenza di un confronto acceso tra Teheran e Washington, che si intreccia con le dinamiche regionali e le strategie degli alleati coinvolti.






