Bruxelles, 23 febbraio 2026 – L’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Kaja Kallas, ha rilasciato importanti dichiarazioni al termine del Consiglio Esteri tenutosi oggi a Bruxelles, in merito alla situazione in Ucraina e alle relazioni con la Russia.
Kallas: “Non è l’Ucraina l’ostacolo alla pace, ma la Russia”
Kaja Kallas ha sottolineato come, nonostante tutti riconoscano che la diplomazia sia preferibile alla guerra, dopo un anno di negoziati non si sia ancora raggiunto nemmeno un cessate il fuoco. L’Alta rappresentante ha dichiarato chiaramente che “non è l’Ucraina l’ostacolo alla pace, ma la Russia”. Ha quindi invitato a invertire la tendenza, spostando la pressione dall’Ucraina verso Mosca, affinché la Russia soddisfi le condizioni fondamentali per una pace giusta e duratura.
Prima di intraprendere qualsiasi colloquio con Mosca, è necessario essere chiari su cosa si vuole discutere. Le richieste massimaliste della Russia, ha aggiunto Kallas, non possono avere risposte minime.
Sanzioni e politiche europee: una battuta d’arresto
Nel corso della conferenza stampa, Kallas ha anche riferito che non è stato possibile raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, definendo questa situazione “una battuta d’arresto” e un messaggio negativo che l’UE non avrebbe voluto inviare. Tuttavia, ha rassicurato che il lavoro sulle sanzioni e sulle pressioni diplomatiche prosegue.
Von der Leyen e Costa parleranno con Orban
Kallas ha anche annunciato che António Costa, il presidente del Consiglio europeo, e Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, “saranno entrambi a Kiev domani e solleveranno sicuramente la questione del prestito Ue a Kiev con il primo ministro Orban, perché non è proprio in linea con la sincera cooperazione che abbiamo nei trattati”. L’Alta rappresentante Ue ha poi aggiunto: “Sappiamo che in Ungheria ci saranno presto le elezioni, ma considerando e conoscendo la storia dell’Ungheria, mi è molto difficile credere che questo possa portare dei vantaggi nelle elezioni”. Kallas ha anche definito “deplorevole che si faccia ora fare marcia indietro rispetto a una decisione presa da tutti i Paesi al Consiglio europeo”.
Restando sul tema, Kallas ha spiegato che leader Ue hanno concordato il prestito di 90 miliardi di Kiev e che si sta lavorando “affinché anche gli Stati membri rispettino l’accordo”, ma “se questo non funziona, possiamo sempre tornare all’utilizzo dei beni congelati, che potremmo fare più rapidamente”. Ha poi sottolineato che bisogna “agire in fretta, perché l’Ucraina ha bisogno del nostro aiuto”.
Kallas proporrà la revoca delle sanzioni a Delcy Rodríguez
Parlando delle sanzioni nei confronti di Delcy Rodríguez, l’attuale presidente ad interim in carica in Venezuela, Kallas ha annunciato che proporrà di revocarle. “Dovremmo avere una discussione più ampia su quale sia il nostro nuovo approccio nei confronti delle autorità venezuelane – ha aggiunto -. Ritengo che potremmo stabilire dei parametri di riferimento, cosa vogliamo vedere da parte del Venezuela, in modo da poter compiere dei passi anche da parte nostra”.






