Maputo, Mozambico, 25 febbraio 2026 – Un grave incidente è avvenuto sabato 21 febbraio nel Parco Nazionale di Maputo, in Mozambico, dove Emanuele Cenni, 33enne manager italiano originario di Villa San Martino, è stato travolto da un elefante di quasi cinque tonnellate mentre guidava una Mitsubishi Pajero. Cenni, dipendente della cooperativa Cmc di Ravenna con numerosi progetti in Africa, è attualmente ricoverato in condizioni critiche in un ospedale locale.
L’incidente con l’elefante nel Parco Nazionale di Maputo
Il sinistro si è verificato lungo la strada nazionale 1 che attraversa il Parco Nazionale di Maputo, area protetta istituita nel 1932 per la salvaguardia degli elefanti e di altre specie selvatiche. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto di Cenni si è scontrata con il pachiderma intorno alle 19:00, e l’impatto è stato particolarmente violento, tanto che una zanna dell’elefante ha perforato il torace del conducente. Il veicolo è stato quasi completamente distrutto. L’elefante coinvolto si è allontanato senza riportare ferite gravi.
Il Parco Nazionale ha diffuso un messaggio di allerta su Facebook, sottolineando che questo è il secondo incidente simile registrato dall’inizio dell’anno. Si invitano gli automobilisti a rispettare rigorosamente i limiti di velocità e la segnaletica, soprattutto nelle ore notturne quando la visibilità è ridotta e la presenza di animali lungo la carreggiata è più frequente.
Il contesto ambientale e la sicurezza stradale nel Parco
Il Parco Nazionale di Maputo ospita circa 400 elefanti, una popolazione importante per la conservazione della specie nell’area. Tuttavia, la convivenza tra fauna selvatica e traffico veicolare rappresenta un rischio costante per la sicurezza sia degli animali che delle persone. L’amministrazione del parco raccomanda una guida prudente per ridurre l’incidenza di incidenti come quello che ha coinvolto Cenni.
L’incidente di Emanuele Cenni, purtroppo, evidenzia le difficoltà di operare in territori dove natura e infrastrutture devono trovare un equilibrio delicato, ma anche l’importanza della presenza italiana in un’area strategica per l’Africa e per il Mediterraneo.






