Importanti novità per gli italiani detenuti in Venezuela. Il regime di Caracas prova a lanciare un segnale di apertura verso la comunità internazionale, nel tentativo di ottenere una legittimazione politica, annunciando la liberazione di un “numero importante” di prigionieri politici, tra cui anche cittadini stranieri. Una mossa che coinvolge direttamente l’Italia: tra i rilasciati figurano infatti l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista Biagio Pilieri.
Italiani detenuti in Venezuela: la situazione
Resta però aperta la sorte di altri 26 cittadini italiani o italo-venezuelani tuttora detenuti nel Paese sudamericano. Si tratta di persone arrestate per ragioni legate all’attività politica, professionale o all’espressione di opinioni ritenute ostili al governo dell’ex presidente Nicolás Maduro. Tra loro anche il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.
Luigi Gasperin
Luigi Gasperin, imprenditore di 77 anni con sola cittadinanza italiana, è stato liberato dopo essere stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturín, nello Stato di Monagas. L’uomo era stato fermato a seguito di un controllo per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Trasferito in un centro di detenzione nella zona di Prados del Este, a Caracas, Gasperin soffre di gravi patologie, tra cui problemi cardiaci, ipertensione e difficoltà respiratorie, che richiedono cure mediche costanti.
Biagio Pilieri
È tornato in libertà anche Biagio Pilieri, 60 anni, giornalista e politico con doppia cittadinanza italo-venezuelana, detenuto per un anno e quattro mesi. Figlio di emigrati siciliani, Pilieri è noto per il suo impegno nella denuncia della censura e della chiusura dei media indipendenti in Venezuela. Leader del partito Convergenza, fondato nel 1993, era stato arrestato a Caracas il 28 agosto 2024 e rinchiuso nel carcere dell’Helicoide, una delle strutture più dure del Paese. Per mesi è rimasto in isolamento, senza possibilità di comunicare con l’esterno, con accuse di terrorismo e tradimento alla patria.
Alberto Trentini
L’attenzione resta ora concentrata sugli altri detenuti italiani. Tra questi c’è Alberto Trentini, cooperante veneziano arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure mentre lavorava per la Ong Humanity and Inclusion. Fermato senza accuse formali, è stato successivamente trasferito nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo, a Caracas. In oltre 400 giorni di detenzione, le autorità italiane – governo, diplomazia e intelligence – hanno lavorato in modo riservato per ottenerne la liberazione, in un contesto reso complesso dai rapporti con un regime che Roma non riconosce come legittimo e che utilizza la cosiddetta “diplomazia degli ostaggi” come leva negoziale.
Mario Burlò
Da più di un anno è detenuto anche Mario Burlò, imprenditore torinese arrestato in circostanze poco chiare. Partito nel 2024 per valutare opportunità imprenditoriali in Venezuela, Burlò non è più rientrato in Italia. La figlia ha raccontato di aver avuto solo un brevissimo contatto telefonico dopo mesi di silenzio, una conversazione controllata dalle autorità carcerarie. “Sentivo una voce che scandiva il tempo in spagnolo”, ha riferito, sottolineando le forti limitazioni imposte ai detenuti.
Italiani detenuti in Venezuela: gli altri casi
Tra gli altri cittadini italiani detenuti figura anche Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. I familiari sono stati rilasciati, mentre lui è scomparso per settimane prima di riapparire nel carcere di El Rodeo I, in condizioni di quasi totale isolamento. Diversi italiani si trovano inoltre nell’Helicoide, struttura tristemente nota per l’isolamento prolungato e i duri interrogatori. Tra questi Gerardo Coticchia Guerra, Juan Carlos Marruffo Capozzi, Perkins Rocha e Hugo Marino, scomparso nel 2019.
Continuano i contatti tra Roma e Caracas per gli italiani detenuti in Venezuela
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha intensificato i contatti con l’ambasciata italiana a Caracas, la rete consolare e rappresentanti della Chiesa e della società civile venezuelana. La Farnesina ha fatto sapere di aver avviato “azioni volte a garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto” e ad accelerare il rilascio degli altri connazionali ancora in carcere.
Le parole di Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha espresso la propria gratitudine verso il governo venezuelano per l’avvio della liberazione di detenuti politici, tra cui alcuni cittadini italiani. “Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas”, ha affermato Meloni.






