Istanbul, 5 febbraio 2026 – La procura di Istanbul ha formalmente presentato un nuovo atto di accusa contro Ekrem Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul, leader dell’opposizione e figura simbolo del Partito Popolare Repubblicano (CHP), arrestato nel marzo del 2025 con accuse di corruzione e rimosso dall’incarico. L’incriminazione odierna si basa sull’ipotesi che persone vicine a Imamoglu abbiano avuto accesso a dati personali di cittadini di Istanbul, trasferendoli a servizi segreti stranieri con l’intento di manipolare le elezioni municipali del 2019, vinte proprio da Imamoglu.
Le nuove accuse e il contesto giudiziario
Secondo la procura, come riportato dalla tv di Stato TRT, “Ekrem Imamoglu ha sfruttato la propria influenza per ottenere dati personali di cittadini e li ha trasferiti ad agenti dei servizi segreti stranieri”. L’atto d’accusa parla esplicitamente di un reato di “spionaggio politico” con lo scopo di assicurare la vittoria elettorale nel 2019. Per gli imputati, incluso Imamoglu, si richiedono pene detentive tra i 15 e i 20 anni. L’attuale detenzione preventiva di Imamoglu nel carcere di Silivri è legata alle accuse di corruzione, estorsione, riciclaggio e turbativa d’asta, contestate dal CHP e da larga parte dell’opposizione come strumentali, tese a neutralizzare il suo ruolo di avversario politico di peso nei confronti del presidente Recep Tayyip Erdoğan.
Il sindaco, noto per aver strappato Istanbul all’AKP di Erdogan nel 2019, è da tempo al centro di una serie di indagini giudiziarie e controversie che hanno incluso la cancellazione della sua laurea da parte dell’Università di Istanbul, un provvedimento che di fatto gli preclude la candidatura alle presidenziali del 2028, alle quali è comunque stato designato candidato unico del CHP.






